ciao youtube: come distruggere la rai (e un’intera memoria collettiva)

Dopo aver rifiutato i 50 milioni di Sky per essere sulla piattaforma satellitare, da domani 1 giugno la Rai sparirà anche dalla piattaforma di Mountain-view. La motivazione? Troppi pochi soldi. L’accordo precedente prevedeva infatti circa 100 euro a video (700 mila euro per 7000 video all’anno). Non abbastanza per Gubitosi che preferisce monetizzare l’eventuale (perchè tale è, eventuale) migrazione degli spettatori sulla piattaforma proprietaria Rai.

Ma snoccioliamo un po’ di dati. Cosa lascia Mamma-Rai su Youtube? Circa 50 mila video, 1.2 milioni di iscritti ai vari canali (32) e circa 1 miliardo di views (è uno dei network europei più visti, secondo solo a BBC, che però ha il vantaggio della lingua inglese). Per farsi un’idea RTVE raccoglie la miseria di 124 mila iscritti e poco più di 250 milioni di views. Stessa cosa succede in Francia e in Germania dove ARD (consorzio di tv pubbliche) ottiene 475 mila iscritti e 323 milioni di views. Dall’altra parte dell’oceano la situazione è la stessa, PBS negli USA raccoglie 417 mila iscritti e 350 milioni di views, numeri ben al di sotto della nostra tv nazionale (e ho citato solo network pubblici, in USA anche CNN ha numeri inferiori alla Rai). Già, perchè qui nasce un altro paradosso. La Rai sta facendo una mossa da tv privata, non pubblica. Non guadagno abbastanza, quindi me ne vado è un ragionamento perfettamente legittimo per una tv privata (vedi Mediaset che è uscita da Youtube anni fa) ma scricchiola pericolosamente se detta da un ente pubblico che è finanziato per larga parte da un canone, peraltro obbligatorio.

L’altra questione è la reale possibilità che 1.2 milioni di utenti iscritti su Youtube possano volersi spostare sul canale Rai.tv (non certo famoso per la sua usabilità, vedi app per android e l’utilizzo di Silverlight). Per quale motivo io utente youtube dovrei cambiare le mie abitudini? E poi, perchè considerare l’utente youtube alla stregua di uno spettatore “rubato” alla televisione? Possibile che i vertici Rai non abbiano capito che Youtube è uno dei tanti canali dove poter visualizzare contenuti. Come ha ripetuto lo stesso direttore di BBC (che al contrario sta ottimizzando la sua presenza su Youtube che risale al 2007) “Il viaggio che facciamo ogni giorno da quando ci svegliamo a quando torniamo a dormire è costituito da un passaggio continuo da uno schermo all’altro”

Ma c’è dell’altro. Come fa notare Tiziano Bonini su Pagina99, dal 2 giugno si creerà una sorta di enorme amnesia collettiva. Oltre a tutti i video caricati ufficialmente dalla rai, verranno cancellati anche tutti quelli illegittimi, fino ad ora tollerati in virtù dell’accordo con Big G. Già perchè oggi Youtube non è più solo una tv online, ma soprattutto un’enorme risorsa per blogger, giornali online, ma anche telegiornali e programmi televisivi che spesso usano i video presenti su Youtube come fonte.

Nell’anno in cui British Pathè regala al mondo intero una memoria storica inestimabile (295 milioni di iscritti e quasi 50 milioni di views in pochi mesi), la Rai prende una decisione controcorrente, un isolamento tecnologico inspiegabile, che non ha giustificazioni apparenti se non la mancanza di visione dei vertici Rai ancora troppo legati al vecchio modo di fare televisione. Ogni ora su Youtube vengono caricati circa 100 ore di nuovi contenuti, dal 2 giugno in quelle cento ore non ci sarà neanche un minuto prodotto dalla RAI.

[UPDATE]

È cominciata regolarmente l’opera di demolizione dei vari canali youtube appartenenti alla RAI. I video sono stati cancellati a scaglioni. Ad oggi degli oltre 50 mila video ne rimangono solo 7000. Dimezzate anche le views totali.

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[UPDATE] 4 giugno 2014

La Rai è ancora su Youtube anche se fortemente ridimensionata. 7100 video rimangono nel network, ma il canale principale è sceso a 40 video. L’unica anomalia è nel fatto che risultano caricati video fino a 4 ore fa, ben oltre il termine dell’accordo con Google. L’ipotesi è che Rai non sparirà definitivamente da Youtube, ma che terrà una posizione, da privato (non partner) per mantenere l’indicizzazione del nome.

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Intervista a Michele Santoro – “Non ho rosicato”

Oggi abbiamo il piacere di avere qui uno dei presentatori più noti e di successo della televisione italiana. Dai tempi di Samarcanda, Moby Dick addirittura dietro le linee nemiche fino ad arrivare all’incredibile esperimento mediatico che è stato e ancora è Servizio Pubblico. Michele, posso chiamarti Michele…

No.

Mic…Santoro, Santoro…posso darle del Lei?

Se vuole.

Grazie. Beh, non possiamo non parlare di quello che è successo settimana scorsa. Un evento incredibile qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato…

Prima o poi doveva succedere.

Si ma nessuno si sarebbe aspettato così presto…

Beh c’è da dire che non aveva praticamente cambi.

Cambi..?

Totti infortunato, Osvaldo acciaccato…era inevitabile..

Mi scusi non la seguo.

Non stavamo parlando della difesa a tre di Zeman?

Mi riferivo alla serata di Servizio Pubblico con Berlusconi e alla sua rezione nella puntata di ieri sera.

Oh…QUELL’evento. Beh si se vuole chiamarlo cosi.

33% 8.670.000 di spettatori, record assoluto per LA7 se non è un evento questo scusi allora il governo Monti è stato un governo legittimo.

Si sente un fischio. Guardo nel vuoto. Santoro se ne accorge. Blatera qualcosa ma non riesco a sentirlo. Quindi di colpo mi riprendo.

La domanda?

Ah si certo, mi scusi. Il governo…Monti…si insomma. Mi perdoni. La domanda. Si certo.

L’ascolto.

Riguardo la sua reazione alle critiche, si insomma, il suo monologo di inizio trasmissione…

Si…

Ecco…

La d-o-m-a-n-d-a…

Lei è un rosicone.

Cala il silenzio. Alcune particelle di polvere che si stavano per poggiare sul tavolo davanti a noi si fermano e lentamente tornano sui loro passi. Santoro mi guarda dritto negli occhi. Le narici si gonfiano e si sgonfiano come una pompa da campeggio intenta a gonfiare un materassino bucato. Sono quasi certo che abbia rosicato.

Mi scusi?

Non posso tirarmi indietro. Oramai il dado è tratto. Rien va plus. Le jeux sont fait. A’ la guerre comme à la guerre! Apertis verbis. La fortuna aiuta gli audaci. Morituri te salutant! Si insomma avete capito. Se i topi ballano tanto vale ballare. Forse quest’ultimo era fuori luogo.

E’ un rosicone?

No.

Un po’..

No.

Si.

No.

Si. Un pelucchietto…rosicone..andiamo..

No.

Si.

No.

Si.

No.

Si.

Doppio no con specchio riflesso.

Cosa?

Aha, ho vinto!

Non ha vinto, vinto cosa?

In your face!

Aspetti non ha vinto, perchè non c’era nulla da vincere…

Santoro mi guarda negli occhi. E’ immobile si muove solo il suo braccio sinistro. Il movimento mi porta a guardare. Sta tenendo pollice e indice uniti in modo da formare un cerchio.

Aha! Hai guardato. Adesso devi pagare penitenza.

Penitenza? Io non ho guardato nulla!

Ah si, regia mi rimandate per favore la descrizione di qualche riga più sopra per favore?

Non c’è alcuna regia…

Santoro mi guarda negli occhi. E’ immobile si muove solo il suo braccio sinistro. Il movimento mi porta a guardare. Sta tenendo le dita in modo da formare un cerchio.

Visto?

Come diavolo…

E adesso mi scusi devo andare la lascio con queste parole “La guerra è scoppiata ma loro comunque vada la vinceranno lo stesso anche questa volta”

Quindi ha rosicato?

Buio.