Meme Story – facebook.com/HumorRisk

Una raccolta di Meme pubblicati sulla pagina facebook di Humor Risk

 

Derisi dagli altri #3

Siamo oramai alla terza puntata di questa rubrica che definirei deprimente. Lo so, non proprio la migliore delle presentazioni, ma questo è.

Protagonista delle risate altrui questa volta non poteva che essere lui. Il capitano Schettino. Il primo a non aver resistito alla battuta più facile della terra è stato David Letterman. “Mi hanno sempre raccontato che il capitano è l’ultimo ad abbandonare la nave…” Come biasimarlo.

Ma la “fama” di Schettino ha raggiunto anche le folli sponde di NMA, Next Media Animation, un gruppo di folli che raccontano le news con delle animazioni 3D che ricordano quelle di Time Crisis (ah bei ricordi)
Dopo aver digitalizzato le avventure di Silvio Berlusconi, ecco il turno del Capitano Schettino. Apprezzabile la metafora visiva con cui si descrivono le manovre folli del capitano, per l’occasione rinominato “Captain Coward”.


'Captain Coward' Francesco Schettino most hated… by NMAWorldEdition

Chiudiamo la rubrica con un video proveniente dagli Stati Uniti. Un gruppo di improvisattori, racconta così quello che è successo a bordo della Costa Concordia, in questo breve sketch.

 

Week end con il morto – Le lacrime della Fornero

Sono fuori dall’Italia in questo momento. Non apro Repubblica.it ogni 5 minuti come faccio di solito. Ieri per caso prima di andare a dormire ho deciso di dare un’occhiata. Solo una cosa veloce. Non voglio rovinarmi la giornata e non voglio ricadere, anche solo virtualmente, nell’atmosfera italica. L’immagine che mi trovo davanti è grottesca: il ministro del lavoro Elsa Fornero con il volto contrito sembra sull’orlo delle lacrime. Avvicino lo sguardo al monitor. Non “sembra” sull’orlo delle lacrime, è proprio un viso in procinto di piangere. C’è un video. Lo faccio partire. La fornero sta spiegando gli elementi della manovra che interesseranno le pensioni. ““I vincoli finanziari oggi sono severissimi: nessuna riforma nell’anno della sua introduzione da risparmi. E’ un meccanismo lungo. E allora abbiamo dovuto, e ci è costato anche psicologicamente, chiedere un sacr…” si interrompe. Il viso si comprime. Si mette una mano davanti alla bocca, sembra quasi stia per vomitare. Quindi esplode in un pianto sommesso. Monti alla sua sinistra finisce la frase “..credo volesse dire Sacrificio”. Guardo attonito la scena. Mai avevo visto un ministro di una repubblica lasciarsi andare a un gesto così emotivo. La mia prima reazione è di straniamento. Che diavolo sto guardando? E’ come se il mio cervello non trovasse nulla di indicizzato sull’argomento. Niente. 0 risultati. Nessuna pagina. Need more input. Nella storia non mancano discorsi emozionanti di politici emozionati, ma nessuno ha mai lasciato trasparire un così chiaro elemento di cedimento psicologico. E’ un qualcosa che la politica non permette. Uno sportivo può farlo. Un attore premiato agli oscar può farlo. Non un politico. E’ una regola. Il rappresentante del popolo non può lasciarsi andare all’emotività. Riguardo il video. La scena non mi emoziona. Non mi rende la Fornero più umana di quanto non fosse prima (al contrario fioccano i commenti di apprezzamento per il suo essere umana). Sento un brivido di terrore. Il mio cervello non aveva trovato alcuna similitudine, ma ha invece intuito immediatamente il pericolo. La tragicitià di quelle lacrime non sta nel senso di colpa, nell’umanità di una donna che non riesce a non piangere pensando ai sacrifici che deve imporre alla popolazione. Non è questo. La tragicità di quelle lacrime sta nel fatto che un politico (anche se tecnico, non posso pensare che la Fornero non sia in grado di gestire la propria persona, guardando ai ruoli da lei ricoperti in precedenza) non riesca a sopportare la drammaticità della situazione. L’Italia è sull’orlo del fallimento. I miracoli non esistono. Questi tagli potrebbero non servire a nulla, potrebbero essere un masochistico colpo inferto alla popolazione prima del default. Un’accanimento terapeutico senza senso.

Ecco cosa traspare da quelle lacrime. Possibile che 17 anni di Berlusconismo abbiano di fatto distrutto il senso critico? Ci siamo così abituati a criticare le ovvietà, le cose che chiunque riuscirebbe a discernere che ora non siamo più in grado razionalizzare davanti a una scena del genere? I cinici sono diventati delle pecorelle impaurite? Dei romantici in grado di vedere magia ed emozioni dietro ogni angolo della realtà? Ecco che Monti diventa di sinistra per il 10% degli italiani (fonte uno dei tanti sondaggi di ballarò), un governo di tecnocrati, filo-banchieri, non eletti, viene entusiasticamente accettato. La Fornero piange al pensiero di dover punire chi ha sempre pagato e sempre continuerà a pagare per gli errori altrui e io dovrei provare pietà? Una manovra economica che taglia e non aggiunge (che a casa mia si chiama sempre tagliare). Una manovra economica che non ha avuto il coraggio di prendere da chi ha di più. Una manovra economica che lascia la generazione di mezzo unica responsabile della crisi. A 30 anni ci troviamo a dover pagare le spese di un sistema che di fatto non ha funzionato. I nostri genitori (mi riferisco alla vostra generazione, non a voi in particolare, papà e mamma non vi arrabbiate! Peraltro essendo tu classe 1953 madre mia sarai costretta a lavorare ancora a lungo) hanno inventato il welfare. Lo hanno costruito, utilizzato e ora che non funziona più vogliono mantenerlo in vita poggiandosi sulle spalle di chi quel welfare non l’ha mai visto e mai lo vedrà. Spiegatemi un motivo valido percui io dovrei pagare i contributi. Voi dareste i soldi in prestito a qualcuno che poi vi dice: “Senti allora te li rendo fra 40 anni. Però non tutti, solo una parte, e probabilmente utilizzando il valore di oggi. Abbiamo un accordo?”
Questo sistema è morto. Stiamo tenendo in vita una carcassa. Gli abbiamo disegnato le pupille sulle palpebre, un bel sorriso sulle labbra e come nel film “week end con il morto”, ogni tanto tiriamo qualche filo per far credere ai nostri vicini che va tutto bene, che ce la possiamo fare. Che è tutto come prima.

 

Il lato sinistro del cervello: “The Berlusconi of the brain”

Oramai Berlusconi è lo zimbello d’Europa. Il video della Merkel e di Sarkozy ce lo ha dimostrato, se ancora avessimo qualche dubbio al riguardo.

Oggi, dovendomi studiare un po di cervello, ho trovato un piccolo “tutorial” molto interessante su come funziona il nostro cervello. Il video cerca di sfatare molti miti sul diverso ruolo del lato destro e sinistro. La divisione tra creativo e razionale. Ma non è questo il punto di questo post. Al minuto 10’10” sento qualcosa che non mi sarei mai aspettato, almeno in un video di divulgazione scientifica.

Dal titolo lo avete capito. “…mi piace chiamare la parte sinistra del cervello, la parte “Berlusconiana del cervello…”. Seguono grasse risate. Commento. Ancora grasse risate.

Qua sotto il video.