Avete bisogno di questo articolo? Probabilmente no.

Gli scrittori sono sottopagati. È un dato di fatto. La questione è perchè? In altri ambiti il crollo della retribuzione è facilmente spiegabile: o non serve più quel servizio, oppure c’è una macchina (un software) in grado di sostituire la manodopera umana a un prezzo irrisorio. Ora, scrivere è ancora un lavoro umano, ci sono macchine in grado di scrivere articoli partendo da dati, ma sono ancora algoritmi imperfetti e soprattutto poco leggibili se non per scritti molto tecnici e poco lirici.

Dunque perchè svalutare un lavoro ancora cosí legato alle persone?

Nessuno ha bisogno di articoli? Sembra più che altro il contrario. Tutti ne hanno bisogno e in numero crescente. Ora non sono un economista, ma se si alza la domanda il prezzo dell’oggetto venduto scende, ma non lo stipendio di chi produce quell’oggetto, almeno questo è quello che è successo fino ad oggi. Anzi. Serviranno più persone specializzate per servire quell’aumento nella richiesta.

Ecco però che sorge un problema. La domanda si alza, ma é un mercato falsato dalla FREE economy. Tutti vogliamo essere intrattenuti e avere di più ma non abbiamo alcuna intenzione di pagare per questo. Che siano informazioni, film, programmi televisivi, videogiochi (freemium) e quant’altro.

Può la scrittura di articolo valere 8 euro? Si, se non fosse qualcosa di necessario. Se è qualcosa che ci serve davvero perchè pagarla così poco? “Beh il mercato è questo…”.

Ora quello che mi chiedo è: abbiamo davvero bisogno di tutta questa mole di materiale? Perchè a me sembra piuttosto che il numero di richieste, ovvero la domanda, sia in realtá falsata da un fattore distorcente: la gratuitá.

Ne vogliamo di più perchè è gratis, o semi gratuita. Perchè chiederne di meno? Basta vedere cosa fanno le persone nei ristoranti All You Can Eat. Di certo non smettono di mangiare, anzi molto più spesso arrivano ad esplodere come nella celebre scena de ‘Il senso della vita’ dei Monty Python.

E se non avessimo bisogno di tutti quei contenuti? Se la richiesta avvenisse solo perchè c’è la disponibilitá? I contenuti a differenza del cibo non fanno male al fisico. Non c’è alcun segnale nel corpo che dice ‘non guardare più film, non leggere più notizie!’

Oggi abbiamo accesso a infinite fonti (anche se la moltiplicazione ha quasi sempre poche fonti alla radice) di notizie. Infiniti canali televisivi con infinite copie di programmi, serie e quant’altro.

Il web produce più informazioni in un anno di quanti se ne siano prodotte nell’intera storia dell’uomo. Sparendo la fisicitá degli oggetti allo stesso tempo sembra essere sparito il limite di fruizione (e di possesso) dei contenuti. Oggi 30 mila canzoni stanno in una tasca. Idem per film, libri, articoli. Perchè darsi un limite se posso ottenerli a un costo irrisorio e non occupano alcuno spazio?

Il consumismo dei contenuti è una bolla. Una falsa richiesta causata da una concatenazione di elementi: la gratuitá, la replicazione del contenuto a prezzi di costo sempre più bassi se non pari a zero (vedi le news copia incollate), la diminuizione dello spazio occupato dei contenuti (le librerie non sono più dei molock di legno, ma nuvole volatili sparse in server sperduti), la moltiplicazione delle piattaforme distributive (siti, blog, social e un numero insensato di canali televisivi in perenne ricerca di contenuti da mandare in onda 24h, giá, perchè abbiamo bisogno delle 24h di palinsesto?).

Oggi una tv può arrivare a offrire per 1h di palinsesto circa 2000 euro, se vi dice bene. Chiaramente quei soldi non bastano a produrre nulla di sensato, a meno che non si abbassino gli stipendi di tutti quelli impegnati nella produzione del prodotto (e tolta la così detta ‘stecca’ del produttore).

Quello che voglio dire con questo sproloquio è che la richiesta di contenuti è fasulla. Non ne abbiamo realmente bisogno ma essendo abituati ad averne accesso adesso è difficile farne a meno. Il mercato si è autodistrutto cercando di rincorrere l’impossibile: creare prodotti per tutte le piattaforme di distribuzione è una missione suicida e senza alcun senso logico. Dove arriveremo? A produrre articoli o film per una sola persona? Un film con un target iper specifico di un solo individuo? Ho come l’impressione che la teoria della coda lunga stilata qualche anno fa da Chris Anderson sia in un certo senso andata, scusate il termine, a farsi fottere.

Il lavoro di chi produce contenuti non vale niente perchè non vale niente il mercato fittizio che è stato creato. La facilitá con cui si apre una piattaforma non sta a significare che quella piattaforma debba essere creata (e riempita di contenuti). Se costruire strade fosse facile come premere un pulsante, staremo tutto il tempo a costruire strade? Per andare dove?

 

Mario Monti – Un volontario tra i volontari

Roma – Monti in visita alla comunità di Sant’Egidio.

Giornata di festa per la comunità di Sant’Egidio nella splendente cornice di trastevere. Monti è arrivato con il suo cavallo di blu vestito. In pochi avevano mai visto un cavallo vestito. Saltato giù dalla carrozza il premier ha distribuito fiori e caramelle agli astanti. Trattandosi di diabetici la cosa non ha avuto l’effetto sperato, a parte un attacco glicemico.

Indomito Monti si è quindi lanciato al primo piano del palazzo urlando dall’alto “Viva i poveri e la povertà”. Le persone presenti per lo più poveri (divisi in terzine da 7) hanno fatto partire un silenzioso applauso. Sceso di nuovo in strada ed evitati i cadaveri dei diabetici deceduti poco prima è entrato nella comunità.

All’interno è stato accolto dal direttore di Sant’Egidio, il signor Impagliazzo. I due si sono scambiati alcune parole. Monti aveva “Spread” e “Crescita”, mentre Impagliazzo ha regalato a Monti “elezioni” e “democrazia”. Per uscire dall’imbarazzo Monti ha chiesto se per caso avessero “uno di quei bambini neri per fare le foto davanti ai giornalisti”. Impagliazzo ha tirato fuori un catalogo nuovo di pacca.

– Può guardare qui se vuole.
– No, no. Oggi improvviso. Quello li va bene!

Monti con un salto si è avvicinato al piccolo Osmam che lo ha guardato come si guarda un presidente non eletto e ex collaboratore della Goldman and Sachs.

– Ma lei che ci fa qui?
– Come che ci faccio? Sono qui per fare un bagno di folla!
– Mi scusi se insisto – ha detto il piccolo Osmam dopo aver chiuso il quaderno – ma come questa visita è collegata in alcun modo con la situazione attuale?
– Diavolo hai un bel vocabolario per la tua età. – Monti indica un vecchio dizionario Zanichelli poggiato sul tavolo
– Sono nato qui. A questo proposito. Mi può spiegare perchè non sono Italiano?
– Beh non è chiaro.
– Cosa intende?
– Ehm, voglio dire te la devi guadagnare la nazionalità.
– Ma i miei genitori hanno dei documenti…
– Ma loro lavorano.
– Quindi per essere italiano devo lavorare?
– E’ una repubblica basata sul lavoro no?
– Ma ho 3 anni…
– Piccolo bamboccione…(sottovoce) toglietemi questo marmocchio dalle scatole. Mi sta rovinando il bagno.

Il piccolo Osmam viene portato via da due poveri vestiti male di proposito.

– Sono veramente felice di essere qui oggi – dichiara poi Monti – tra anziani e bimbi che sprizzano l’entusiasmo della vita, anche se la vita che è stata data loro è stata difficile e piena di momenti di disperazione, fino all’incontro con questa comunità. (SIC! dal Corriere della sera)

Finito il discorso e fracico di entusiasmo altrui Monti si è seduto tra i poveri e le persone in difficoltà. Tra questi ultimi un uomo di 40 anni che stava trasportando un vetro di 4 mm in equilibrio su una matita spuntata e una ragazza proprietaria di un cane idrofobo fatto di palloncini verdi.

Durante il pranzo Monti è stato interrogato riguardo le sue esperienze di volontario. Il premier si è lanciato nel racconto di quella volta che fu advisor della Coca Cola e Senior Advisor per Moody’s.

– La coca cola che in India succhia ogni giorno circa 180 milioni di litri d’acqua? – chiede un ragazzo – Moody’s quello che decide se siamo o no un’economia affidabile, arrivando addirittura a declassare la chiesa cattolica? – fa notare il piccolo Osmam.
– Deve essere sicuramente un caso di omonimia. Chissà quante Coca Cola esistono al mondo!

Il premier è visibilmente sudato.

– Beh si è fatto tardi, quanto vi devo? Posso pagare con dei buoni pasto?
– Ma di che parla professore…
– Facciamo alla romana?

Gli astanti lo fissano come si fissa uno che abbia appena detto “Che noia il posto fisso”. Monti deglutisce quindi fa un cenno ai suoi collaboratori. Con un gesto della mano aziona l’exit strategy dal nome in codice “Saviano negli occhi”. Dalle televisioni parte improvvisamente una registrazione in cui Saviano spiega come la mafia si sia infiltrata tra le travi della sua soffitta. L’effetto è immediato. Molti cadono assopiti, altri cominciano a grattarsi la testa e a utilizzare il passato remoto come se non esistesse un presente.

Monti è fuori. Prende il pettine di ordinanza che porta sempre con se. Si specchia in una vetrina di un negozio. Sta per avvicinare alla testa lo strumento costituito da una serie di dentelli più o meno fitti che si dipartono perpendicolarmente da una costola che serve da impugnatura, quindi si ferma. “Hey”

 

ICI anche per la chiesa e Moody’s la declassa.

Oggi è una data storica, per la prima volta nella storia dell’uomo, Moody’s ha espresso outlook negativo sulla chiesa cattolica. Dopo quasi 2000 anni di AAA è stata retocessa ad AAA.C. livello che non si raggiungeva dai tempi di Cristo, avanti Cristo. “Un po ce lo aspettavamo” ha detto il portavoce del Papa Don Georg Gaenswein. “Era nell’aria, la presa di posizione sull’ICI di Monti, ha poi fatto il resto”.

Quali saranno le vostre contromosse?

Beh dovremmo chiudere qualche filiale (è cosi che chiamano le chiese) Non possiamo più permetterci tutto questo personale. Avremo dei tagli alla fede, alle comunioni. Insomma ci saranno conseguenze su tutta la linea produttiva. Inoltre saremmo costretti ad alzare il prezzo delle foto del Papa. Anche la versione animata. Quella che se la sposti cambia espressione. E’ la crisi.

Gaenswein ha lo sguardo provato. Quello di un padre che non sa come dire ai figli che quest’anno a Natale non ci saranno regali. Ma la crisi sta investendo tutti. Buddha pare abbia perso quasi 4 chili, e le vergini nel paradiso islamico saranno ridotte a 12, probabilmente non tutte vergini.

Come l’ha presa Dio?

Non bene. Ma quando c’è qualcuno che sta più in alto di te (Moody’s NDR) c’è poco da fare. Non puoi fare altro che accettare la decisione.

Cambierà qualcosa anche nella Bibbia?

Beh si, verranno aggiornati alcuni passaggi, verrà tagliato qualche brano sicuramente snellito il numero di comparse. Gli apostoli scenderanno da 12 a 8, con un opzione per scendere a 6 entro il 2016. Sono più che sufficienti per annotare le parole del signore. Le acquasantiere non avranno più Evian, ma semplice acqua del rubinetto. Inoltre verrà disposta l’installazione di un distributore automatico di ostie all’interno di ogni filiale.

Ma è il corpo del signore?

Si. Ma oggi tutto ha un prezzo.

Parliamo invece dei ministri del culto, i preti, che ne sarà di loro?

Genswein sospira. Quindi volge il suo sguardo verso la foto di quando fu ospite al premio “Priest of the Year”. Si accorge che ho seguito il suo sguardo.

C’è mancato tanto così. Alla fine sono stato fregato da George Clooney.

Mi scusi ma non era solo per preti?

Infatti. Ma lei voleva sapere dei nostri operatori (i preti NDR). E’ un momento difficile non c’è che dire. Io vengo dalla grande Foresta Nera, so cosa vuol dire trovarsi senza nessuno. Nudo nei boschi, senza nessun luogo dove andare. Con te solo il tuo fisico possente. Il sudore e l’assordante rumore della foresta che ti avvolge come un corpo caldo e appassionato.

Il silenzio cade nella sala. La guardia svizzera alla porta incrocia per un attimo il mio sguardo, quindi immediatamente lo volge altrove. Gaenswein mi guarda come a dire “altre domande?”

Eh..si..cough..cough..credo, credo che ci siamo. Vuole aggiungere qualcos’altro. Un messaggio ai fedeli?

Tutto quello che posso dire ai nostri fratelli e ricordargli le parole di Gesù: “Always look on the bright side of life…”

Mi scusi ma quello era un film dei Monty Python.

Il nostro tempo a disposizione è finito. Arrivederci grazie.

Gerswein si allontana. Dal corridoio lo sento fischiettare.

 

La vera storia di Mario Monti

Il signor Monti si laurea nel 1965. Quindi trascorre un anno in America alla Yale University dove conosce James Tobin. Vi ricorda qualcosa? Ma certo è quello della Tobin Tax! (Si lo so che sembra il nome di un pupazzo parlante ma non lo è…). La Tobin Tax inventata dal signor Tobin prevede una tassazione atta (come Mohamed) a colpire tutte le transazioni sui mercati valutari, in modo da stabilizzare il mercato e procurare un entrata fissa alla comunità internazionale (che noia le entrate fisse). Ebbene questa tassa (o meglio una sua variazione, a quanto pare c’ha il copyright che sennò poi gli devi dare i diritti, col cavolo che è creative common) si è provato ad applicarla nella democratica Svezia nel 1984 (la Apple lanciava il suo computer, tutto torna). Risultato? Il 75% in meno di quanto si era preventivato. Questo a causa al della improvvisa diminuizione del numero di transazioni. La Svezia ha cancellato la tassa nel 1992. Non vi ricorda qualcosa? Ma si, pensateci bene. La tassa non funziona perchè fa diminuire gli scambi. Ma se proviamo ad aumentare la pressione fiscale sulla popolazione, no, lì non fa diminuire gli scambi, non fa diminuire i consumi. Eh no. Li rilancia. Rilancia l’intera economia in stagnazione. Eh si. Mario Monti ha passato un anno con il signor Tobin, ma non c’ha capito un cazzo.
Dubbioso torna a casa in Italia. Neanche è sceso dall’aereo e nel 1969 ha già il posto fisso. Professore ordinario all’università di Trento. E che cavolo nemmeno il tempo di arrivare. Impavido Monti cerca in ogni modo di liberarsi del posto fisso, ma viene subito ripreso da un’altra università di Torino dove rimane intrappolato per 15 lunghi anni. Imprigionato nelle antiche aule dell’università, costretto a percepire ogni mese uno stipendio fisso. Povero cristo. Ehm scusate mi era per un attimo venuto in mente Gesù, dove ero rimasto? Ah si. Torino. Nel 1985 riesce a fuggire dall’università facendo credere al rettore che aumentando il numero di lampadine all’interno dell’aula magna sarebbe stato possibile risparmiare energia. Finalmente fuori, si rifugia presso una pompa di benzina, proprio sotto il cartello “Empowering Talent”. Purtroppo per lui quello non era il cartello di un concorrente della ESSO, bensì la sede dell’Università Commerciale Luigi Bocconi. Alcuni alunni lo prendono in custodia e lo portano dal rettore che senza alcun processo lo condanna a diventare Direttore dell’Istituto di Economia politica. Monti cerca di convincere il rettore che aprendo tutti i rubinetti dell’università sarebbe stato possibile risparmiare più acqua. Il trucco non riesce e Monti è nominato direttore “statim”. Nel frattempo è costretto a prendere parte, suo malgrado, alla fastidiosissima commissione Sarcinelli e al terrificante comitato Spaventa sul debito pubblico. Monti, indignato, spiega come non sia possibile che ancora oggi ci sia una lottizzazione del servizio pubblico. Spaventa gli spiega che li si parla di debito e non di servizio. Monti chiede scusa e si rimette seduto. Tornato alla Bocconi Monti scopre che il rettore è fuggito alla Sapienza in cerca di un contratto a termine è che, stando al regolamento, DEVE ereditarne il posto. Nel 1994 Giovanni Spadolini, ex direttore dell’università, muore di noia durante il sonno e Monti ne prende il posto a TEMPO INDETERMINATO.
Monti è disperato. Tenta in ogni modo collaborazioni esterne. Prima la commissione europea, quindi buttandosi nello studio matto e disperato. Questo lo porta a scrivere il modello Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio. Il pezzo piace è orecchiabile e in Italia il monopolio va fortissimo. La collaborazione finisce quando Klein si iscrive al Festival Svedese dei Cervelloni e vince il premio Nobel senza dire nulla a Monti.
Tutto sembra andare per il peggio. Su Monti continuano a piovere cariche direttive. Prima il Bruegel, quindi il Bildeberg. Monti cade in depressione. Prima si da alla Coca (cola) e quindi mentre cerca di rapinare quello che crede un negozio di calze si ritrova international advisor della Goldman and Sachs. La noia lo sta uccidendo. Scrive un libro bianco a dimostrare il profondo tedio che lo affligge. Ma il destino ha ancora qualcosa in serbo per lui (Copyright di questa battuta appartengono a Fabio Colagrande). Monti conosce l’inglese, un po’ di francese, ma niente serbo. Quindi consengna la lettera al suo filippino, lui si, libero dal tedio del contratto indeterminato. Jean Jaque Renèe D’abodanville, questo il suo nome, ma si fa chiamare Rick, inspiegabilmente comprende il serbo e tosto legge al suo datore di lavoro precario: “..ai sensi del secondo comma dell’articolo 59 Cost., avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo scientifico e sociale il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano la nomina SENATORE a VITA” “Come hai detto…?” Monti ha un filo di voce, le forze lo stanno abbandonando. Rick meccanicamente rilegge “…ai sensi del secondo comma dell’articolo 59 Cost., avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo scientifico e sociale..” “BASTA!”. Monti corre folle per la sua casa a due piani con vista Colosseo comprata per sbaglio dal suo fruttivendolo mentre cercava di farsi cambiare un pezzo da dieci. “Che cosa volete da me! Perchè mi volete qui! Io voglio solo essere libero! LIBERO! Io vi imploro Dei dell’Olimpo, farò qualsiasi cosa! Cosa volete che faccia? Volete una consulenza? Farò la consulenza? Farò tutto, anche il presidente del consiglio se me lo chiederete, ma vi prego liberatemi da questo tedio!”
Il silenzio cade nel corridoio della casa a due piani con vista Colosseo comprata per sbaglio dal suo fruttivendolo mentre cercava di farsi cambiare un pezzo da dieci. Quindi come un lampo in pieno giorno il telefono squilla. Rick lentamente si avvicina al ricevitore. “Pronto Senior?” “Si Senior…subito Senior…Si Senior…Certo Senior…è qui Senior. Glie lo passo Senior.” “Chi è Jean Jaque Renèe D’abodanville?” “Può chiamarme Rick senior…il signor Napolitano al telefono senior.” Buio.

[UPDATE]

Vorrei fare una precisazione sull’affare “casa a due piani con vista Colosseo comprata per sbaglio dal suo fruttivendolo mentre cercava di farsi cambiare un pezzo da dieci”. Il signor Monti non ha mai acquistato una casa vista Colosseo (al contrario di qualche suo collega). E’ uno di quei classici casi in cui ti piace talmente tanto la battuta che alla fine non riesci a tagliarla. Spiegato l’arcano.

 

Week end con il morto – Le lacrime della Fornero

Sono fuori dall’Italia in questo momento. Non apro Repubblica.it ogni 5 minuti come faccio di solito. Ieri per caso prima di andare a dormire ho deciso di dare un’occhiata. Solo una cosa veloce. Non voglio rovinarmi la giornata e non voglio ricadere, anche solo virtualmente, nell’atmosfera italica. L’immagine che mi trovo davanti è grottesca: il ministro del lavoro Elsa Fornero con il volto contrito sembra sull’orlo delle lacrime. Avvicino lo sguardo al monitor. Non “sembra” sull’orlo delle lacrime, è proprio un viso in procinto di piangere. C’è un video. Lo faccio partire. La fornero sta spiegando gli elementi della manovra che interesseranno le pensioni. ““I vincoli finanziari oggi sono severissimi: nessuna riforma nell’anno della sua introduzione da risparmi. E’ un meccanismo lungo. E allora abbiamo dovuto, e ci è costato anche psicologicamente, chiedere un sacr…” si interrompe. Il viso si comprime. Si mette una mano davanti alla bocca, sembra quasi stia per vomitare. Quindi esplode in un pianto sommesso. Monti alla sua sinistra finisce la frase “..credo volesse dire Sacrificio”. Guardo attonito la scena. Mai avevo visto un ministro di una repubblica lasciarsi andare a un gesto così emotivo. La mia prima reazione è di straniamento. Che diavolo sto guardando? E’ come se il mio cervello non trovasse nulla di indicizzato sull’argomento. Niente. 0 risultati. Nessuna pagina. Need more input. Nella storia non mancano discorsi emozionanti di politici emozionati, ma nessuno ha mai lasciato trasparire un così chiaro elemento di cedimento psicologico. E’ un qualcosa che la politica non permette. Uno sportivo può farlo. Un attore premiato agli oscar può farlo. Non un politico. E’ una regola. Il rappresentante del popolo non può lasciarsi andare all’emotività. Riguardo il video. La scena non mi emoziona. Non mi rende la Fornero più umana di quanto non fosse prima (al contrario fioccano i commenti di apprezzamento per il suo essere umana). Sento un brivido di terrore. Il mio cervello non aveva trovato alcuna similitudine, ma ha invece intuito immediatamente il pericolo. La tragicitià di quelle lacrime non sta nel senso di colpa, nell’umanità di una donna che non riesce a non piangere pensando ai sacrifici che deve imporre alla popolazione. Non è questo. La tragicità di quelle lacrime sta nel fatto che un politico (anche se tecnico, non posso pensare che la Fornero non sia in grado di gestire la propria persona, guardando ai ruoli da lei ricoperti in precedenza) non riesca a sopportare la drammaticità della situazione. L’Italia è sull’orlo del fallimento. I miracoli non esistono. Questi tagli potrebbero non servire a nulla, potrebbero essere un masochistico colpo inferto alla popolazione prima del default. Un’accanimento terapeutico senza senso.

Ecco cosa traspare da quelle lacrime. Possibile che 17 anni di Berlusconismo abbiano di fatto distrutto il senso critico? Ci siamo così abituati a criticare le ovvietà, le cose che chiunque riuscirebbe a discernere che ora non siamo più in grado razionalizzare davanti a una scena del genere? I cinici sono diventati delle pecorelle impaurite? Dei romantici in grado di vedere magia ed emozioni dietro ogni angolo della realtà? Ecco che Monti diventa di sinistra per il 10% degli italiani (fonte uno dei tanti sondaggi di ballarò), un governo di tecnocrati, filo-banchieri, non eletti, viene entusiasticamente accettato. La Fornero piange al pensiero di dover punire chi ha sempre pagato e sempre continuerà a pagare per gli errori altrui e io dovrei provare pietà? Una manovra economica che taglia e non aggiunge (che a casa mia si chiama sempre tagliare). Una manovra economica che non ha avuto il coraggio di prendere da chi ha di più. Una manovra economica che lascia la generazione di mezzo unica responsabile della crisi. A 30 anni ci troviamo a dover pagare le spese di un sistema che di fatto non ha funzionato. I nostri genitori (mi riferisco alla vostra generazione, non a voi in particolare, papà e mamma non vi arrabbiate! Peraltro essendo tu classe 1953 madre mia sarai costretta a lavorare ancora a lungo) hanno inventato il welfare. Lo hanno costruito, utilizzato e ora che non funziona più vogliono mantenerlo in vita poggiandosi sulle spalle di chi quel welfare non l’ha mai visto e mai lo vedrà. Spiegatemi un motivo valido percui io dovrei pagare i contributi. Voi dareste i soldi in prestito a qualcuno che poi vi dice: “Senti allora te li rendo fra 40 anni. Però non tutti, solo una parte, e probabilmente utilizzando il valore di oggi. Abbiamo un accordo?”
Questo sistema è morto. Stiamo tenendo in vita una carcassa. Gli abbiamo disegnato le pupille sulle palpebre, un bel sorriso sulle labbra e come nel film “week end con il morto”, ogni tanto tiriamo qualche filo per far credere ai nostri vicini che va tutto bene, che ce la possiamo fare. Che è tutto come prima.