Inutili considerazioni next-gen

Ebbene si. Mi voglio lanciare in alcune considerazioni next gen senza ancora aver nemmeno provato la console, ma solo avendo visto e rivisto recensioni, articoli e video di gameplay sparsi per la rete. Già perchè mi viene un dubbio. Non è che questo salto generazionale non è così generazionale come vogliono farci credere?

Più guardo i video di gameplay più non riesco a vedere questa differenza madornale con quello che ho giocato fino ad oggi. E’ vero siamo ancora all’inizio. Le console sono acerbe anche per chi deve programmare e questo fa si che le maggiori software house per velocizzare i tempi di uscita abbiano rilasciato dei porting più che delle vere e proprie opere ad hoc. Ecco allora che Fifa14, Assassins Creed, COD e simili sembrano essere solo delle versioni pompate delle loro controparti old gen. Esistono anche alcuni video in rete che rendono palese come la differenza principale tra le due versioni sia (nelle next gen) un maggior numero di dettagli contemporanemanete su schermo (vedi esplosioni, persone sedute sugli spalti etc.).

Il foto-realismo sembra essere la vera feauture delle console di nuova generazione. Beh ma questa è la solita storia. Nuova console e nuove sbavate dietro alla grafica stellare. Vero. Ma questa volta nell’era dell’HD c’eravamo già. Il passaggio Ps2/Ps3 (parlo di quello che ho provato) era sbalorditivo proprio per il fatto che per la prima volta quelle belle tv piatte fino a quel momento usate solo per vedere la tv analogica male finalmente cominciavano a prendere senso. Con le Next gen niente 4k (cosa strana visto che di fatto nascono già vecchie e difficilmente adattabili in futuro) ma “solo” 1080p. Appena qualche linea in più del 720p dei giochi di questa generazione. La differenza dunque non è enorme se non per i promessi 60frame al secondo che hanno una reale influenza sulla giocabilità. Ma dov’è la novità? E’ proprio a livello di giocabilità che sembra non esserci nulla di entusiasmante.

Il titolo che maggiormente mi attira è Watch Dogs. Il problema è che uscirà anche per le vecchie console. Quindi? Che fare? Comprare una nuova console solo per avere più frammenti di esplosione sparsi sullo schermo? NBA 2k14 è in INCREDIBILE, praticamente una partita vera con tanto di chicche come il commento doppiato dai veri giocatori tra primo e secondo tempo. Ancora però non mi convince a sborsare 400 euro.

Tutto il comparto multimediale e social è interessante. Ma non sono convinto di voler spendere 400 euro per poter parlare su skype mentre gioco a fifa, o guardare la televisione mentre mi ammazzano su COD. E poi di alternative ce ne sono a bizzeffe e a prezzi molto più competitivi.

Molto più interessante, anche se ancora non confermata per il mercato europeo è l’uscita della Psvita da casa. Una mini console con uscita HDMI che permette di giocare gli stessi giochi della vita sul grande schermo (in 720p) di fatto unendo il gioco portatile e quello casalingo. Si salva sulla tv e si continua a giocare sul portatile e viceversa. La piccolina permette anche il gioco in streaming da PS4. E questa forse è la feature che la Ps3 non ha sviluppato fino in fondo forse per problemi di hardware.

Sarà meglio sarà peggio? Tutto questo sproloquio forse verrà spazzato via dal lancio di PS4 e XboxOne, solo il tempo potrà dirlo. E forse fra qualche mese mi troverete online a giocare sulle console next gen. Già perchè in fondo l’inizio è sempre un po’ critico, e per capolavori come The Last of Us si è dovuto attendere la fine di una generazione prima di poterci mettere sopra le mani.

 

Dal Microvision alla PSVITA – Parte 1

Storia delle console portatili

Il 22 febbraio è arrivata l’ultima console di casa Sony, la PSvita. Specifiche tecniche incredibili per una console portatile. Riuscirà a contrastare il 3D della grande N? Forse la risposta va cercata altrove. Nel passato.

1979 – Microvision

E’ il 1979, La Sony mette in vendita il primo Walkman di fatto rendendoci tutti alienati e isolati in pubblico mentre il presidente Jimmy Carter sfugge miracolosamente all’attacco di un coniglio delle paludi. Nello stesso anno la Milton&Bradley (meglio conosciuta come la MB) decide di buttarsi nell’ancor immaturo mondo dei giochi elettronici con il Microvision. Frutto del lavoro del designer Jay Smith (che qualche anno più tardi sara responsabile anche del Vectrex) ottiene un discreto successo, facendo fruttare alla Smith Engineering (software house fondata dallo stesso Jay Smith) quasi 8 milioni di dollari . La console finisce anche sul grande schermo con un breve cameo nel film “Venerdi 13 Parte 2”. Malgrado il buon successo in soli due anni il Microvision va in soffitta per mancanza di giochi e uno schermo decisamente troppo piccolo.

1980 – NINTENDO GAMES AND WATCH

Il mercato degli handheld games comincia a fare gola a molti, tra questi un casa giapponese impegnata nella produzione di Arcade Machine, la Nintendo. Il 1980 è l’anno del lancio dei Games and Watch (Gēmu ando Uotchi). Ideati dal game designer Gunpei Yokoi, in seguito responsabile di un’altra console di successo: il Game Boy. Il sistema (monogioco) prevede l’utilizzo di uno schermo lcd, due pulsanti e una croce direzionale, nominata pad (che in seguito sostituirà il Joystick in tutte le console successive). In aggiunta il dispositivo è fornito di un orologio e di una sveglia (per questa il nome “watch”). In 11 anni di carriera (saranno prodotti fino al 1991) vengono venduti la bellezza di 43 milioni di pezzi. Nel 1998 alcune case di produzione hanno acquistato i diritti per rimettere in commercio alcuni classici denominati Nintendo Mini Classics. Negli ultimi hanni sono uscite un paio di raccolte per il nintendo DS.
La mascotte dei game and watch “Mr Game and Watch” (che fantasia) è apparsa di recente come personaggio del videogioco Super Smah Bros Brawl.

1982 – BANDAI SOLAR POWER

In tempi di Global Warming e crisi economica, una console deve pensare anche all’ambiente (sono note le polemiche riguardo lo stand by della ps3) In tempi non sospetti (a parte per Al Gore che già sapeva nel 1983) la Bandai propone sul mercato una cosole portatile interamente alimentata ad energia solare. Basta mettere la console sotto una fonte di luce e il gioco parte in pochi secondi. Oltre a questa feature davvero particolare Bandai introduce anche un sistema di 3D ante litteram, con il gioco Terror House.

1983 – TOMYTRONIC 3D

Nel 1983 Arpanet (WWweb delle origini) cede il passo definitivamente al sistema Tc/ip (quello che usiamo oggi, e permette la lettura di questo post). Nel frattempo al cinema si cerca il rilancio del 3D con il film Lo Squalo 3 (uno dei peggiori di sempre, malgrado un giovane Dennis Quaid). Gli effetti tridimensionali sono al limite del ridicolo, ma qualcuno pensa sia una buona idea portare il 3D nei giochi elettronici (mi ricorda qualcosa). Arriva così sul mercato il Tomytronic 3D. La console ricorda nella forma una sorta di binocolo in plastica. (Successivamente anche il Virtual Boy della Nintendo tenterà la stessa strada, prima di essere dismesso a causa di un piccolo inconveniente: dopo mezzora di gioco le persone vedevano in bianco e nero) Due pannelli lcd creano un effetto simil 3d sfruttando la luce proveniente da una fessura posta sopra il dispositivo. L’effetto? Impressionante non c’è che dire (sarcasmo).

1989 – GAME BOY

Nel 1989 cade il muro di Berlino, l’impero russo si dissolve come neve al sole lasciando libero il programmatore Alexey Pajitnov di vendere al miglior offerente un piccolo “giochino” da lui sviluppato denominato TETRIS. A mettere gli occhi sulla sua creatura è Minoru Arakawa (in seguito CEO di Nintendo america) che vede una demo di TETRIS durante un evento per developer e ne compra immediatamente i diritti. Il piano è quello di lanciare una nuova console portatile, il Game Boy, usando Tetris come Killer app per il suo debutto. L’idea si dimostra vincente, il Game Boy e Tetris sembrano fatti l’uno per l’altro. In 2 anni la Nintendo vende 25 milioni di pezzi di fatto conquistando il mercato.

1989-90 – ATARI LYNX

Il sasso è stato lanciato. La Nintendo ha visto più lontano degli altri e in poco tempo ha ottenuto un notevole vantaggio sugli inseguitori. La prima a cercare di arginare il predominio della grande N è l’ATARI. Non potendo competere con line up Nintendo, l’Atari pensa di combattere su un altro fronte: quello tecnico. Il Lynx si presenta con delle specifiche impressionanti per l’epoca: è la prima console in assoluto ad avere uno schermo lcd a colori; attraverso il ComLynx permette un multiplayer fino a 17 giocatori e “least but not last” si adatta a mancini e destri grazie alla possibilità di essere giocato in entrambi i sensi. C’è solo un piccolo problema. Non esistendo batterie a litio e avendo bisogno di 6 stilo per accendersi, la console ha una longevità paragonabile a quella di un’eiaculazione precoce. Risultato 5 milioni di pezzi venduti e un totale insuccesso commerciale anche dopo la release del successivo Lynx 2. Malgrado il fallimento il Lynx ha visto sviluppare giochi per il suo sistema fino al 2004.

Riprendete fiato. Mangiate qualcosa. Bevete un bicchiere d’acqua.

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