Come Facebook vi tiene intrappolati al suo interno

Ho già scritto altre volte del mio rapporto non proprio idilliaco con Facebook. Il social di Mr. Z. è oramai dentro le nostre vite in maniera così profonda che cercare di uscirne equivale prendere e andarsene sopra una montagna in ascetismo (per un po’ si è usato anche il termine “suicidio” per descrivere un log-out definitivo).

Oggi però mi sono imbattutto nell’ennesimo tentativo di Mr. Z. di trattenermi all’interno del social. Ma facciamo un salto indietro.

Previously in Devil Mr. Z. Want You Here Forever.

Uno dei primi meccanismi messi in atto da Facebook per evitare che il proprio pubblico uscisse e entrasse dalla grande F è stato quello di mettere terrore a chi volesse varcare la soglia. Una sorta di warning in pieno stile Trojan, come quelli che si possono incontrare quando il nostro broswer incontra un sito con possibili malaware in vista. Beh? Niente di male, Giacomo, solo che all’epocoa (ora no) questo warning appariva anche per siti molto trafficati (anche quotidiani per dire) di fatto spingendo chi è poco avvezzo alla navigazione a immediatamente tornare indietro e rimanere all’interno della sempre più spessa placenta creata da Mr. Z.

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Un altro trick più subdolo è stato quello (non solo di Facebook) di “facilitare” l’iscrizione degli utenti ad altri siti, usando il login di Facebook. Già, facilitare la vita, è questo che vuole Facebook. Ma se vi fermate per un secondo a ragionare sulle conseguenze di un’iscrizione attraverso questo meccanismo, capirete che non è proprio così che vanno le cose. Iscrivendosi infatti con il log-in di FB di fatto state legando l’utilizzo di un determinato servizio (anche Spotify, per dire) al vostro social network preferito. Cosa succede se un giorno volete uscire da Facebook ma non dall’app alla quale siete iscritti con il loro dati? Niente di che, dovete solo rifare tutta la procedura di iscrizione perdendo tutti i dati e le playlist (nel caso di Spotify). Ma non c’è niente da fare? Una cosa c’è, rimanere su Facebook e mantenere attivo il log-in così da poterlo utilizzare su tutte le piattaforme su cui è stato usato. Facile no?

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E arriviamo al presente. Premetto che è passato ancora troppo poco tempo da quando ho “scoperto” questa cosa, però mi sembrava perfettamente in linea con le due cose di cui vi ho parlato poco sopra. Quando embeddate un video da youtube su FB, il social di Mr. Z vi permette di vedere i video direttamente nel social. Niente di strano fino a qui, è un embed, e come tale ha questa precisa funzione. C’è però qualcosa che non va, se date un’occhiata con più attenzione. Di solito Facebook permette sempre di poter “switchare” alla visione su Youtube in qualsiasi momento semplicemente premendo il pulsante “watch on youtube”. E’ un’opzione utile soprattutto per chi magari vuole dare un’occhiata ai related, avere maggiori informazioni sull’utente che ha caricato il video, o più semplicemente sapere quando è stato caricato un contenuto. Ebbene da oggi, ieri sera per essere precisi, questo pulsante “watch on youtube” non funziona più. Se provate a premerci sopra vi sembrerà di essere pazzi, o di avere un qualche problema con il broswer. Ho provato varie volte anche con diversi software (chrome, safari) ma il risultato non cambia. Dunque? Se non fosse un bug (cosa ancora probabile, visto il poco tempo passato) sarebbe l’ennesimo tentativo (sporco) di FB di evitare che voi usciate dal social. Per accedere al video si può ancora premere sul titolo del video. A mettermi ancora più dubbi, ci ha pensato Andrea Iannunzi, che mi ha girato questo link, dove Facebook, in data 5 maggio, annuncia l’imminente arrivo di nuovi dati insight riguardo la visione dei video. Vere e proprie statistiche (molto simili a quelle già presenti su youtube) per avere una completa visione del proprio pubblico multimediale (altro che Auditel). Rimarrei ancora cauto per altri, diciamo 2 minuti, poi premerei il pulsante “Panico”.

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ps. Ho provato a vedere se era un problema dell’embed di Youtube, ma da altri siti il pulsante funziona senza problemi (anche da Twitter)

[UPDATE]

D’accordo. Da questa mattina il pulsante funziona di nuovo. Il mio animo Maulder però non può che continuare a pensare che tutto questo ha un suo significato, che la verità è la fuori, che voglio crederci…ok. La smetto.

 

Giacomo Cannelli

 

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