Ripper Street – Sulle tracce di Jack lo squartatore

Non sono un fan del film in costume, tanto meno della serie televisiva in questa veste. A contraddire il mio gusto in questione ci pensa il palinsesto in arrivo il prossimo anno. Downtown Abbey è la serie più premiata dalla critica (lo dice anche il Guinnes dei primati, quindi sarà vero), Goyer rilegge la vita di Da Vinci a suo modo (opinabile la pettinatura e la giacchetta di pelle alla Fonzie, ma aspettiamo aprile) e la BBC aggiunge al suo palinsesto un altro investigatore questa volta sulle tracce del feroce Jack The Ripper con Ripper Street.

Ci troviamo nella Londra di fine ‘800 (1889) poco dopo l’ondata di omicidi del misterioso Jack lo squartatore. La metropolitana è ancora in costruzione e le carrozze invadono numerose le strade del centro. Edmund Reid (interpretato da Matthew Macfadyen, Robin Hood, Frost Nixon) è un detective presso la così chiamata H-Division, il dipartimento di polizia incaricato di controllare la poco raccomandabile zona di Whitechapel. Il difficile compito di Reid è quello di restituire tranquillità alla popolazione dopo un periodo particolarmente tumultuoso. Oltre al crimine a mettere i bastoni tra le ruote al detective c’è la carta stampata, assettata di nuovo sangue, per riempire le prime pagine. Accanto a Reid il fido sergente Bennet Drake (Jerome Lynn, già visto in Trono di Spade) che, a giudicare da questa prima puntata, sa menare le mani come pochi altri. Terzo incomodo tra i due, Jackson, un ex medico dell’esercito americano finito a Londra per qualche motivo non ancora spiegato. Malgrado il suo stile di vita poco nobile (vive in un bordello) ha la fiducia di Reid (ma non quella di Drake). Il suo aiuto è fondamentale per le indagini del giovane detective ma sembra avere un suo progetto parallelo. (di più non dico).

L’impressione iniziale è quella di trovarsi di fronte l’ennesimo rebirth di Sherlock Holmes (oltre a quello BBC e CBS siamo in attesa del terzo capitolo di Guy Ritchie) ma malgrado la somiglianza nei rapporti (un detective e un medico, proprio come Watson) non sembrano esserci gli estremi per una citazione in giudizio. Reid è esperto di chimica (come Sherlock) ma ha un carattere diverso, meno ironico, non troppo witty e decisamente meno ostentato del personaggio nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle.

Il ritmo è buono accompagnato da un ottima colonna sonora. Le location sono molto dettagliate (su imdb si parla di Dublino) e i 60 minuti che costituiscono il primo episodio (l’unico proiettato qui al rff12) sembrano promettere bene. Per i cinefili, nel primo episodio il centro delle indagini sarà un misterioso strumento in grado di registrare immagini in movimento, 5 anni prima dei Lumière. Non mi addentrerò nella polemica del primo film, troppo lunga per questo post, vi basterà sapere che Reid e compagni si troveranno davanti al primo Snuff Movie della storia.

 

Giacomo Cannelli

 

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