Annoiati da Saviano? Ecco il suo segreto.

Il segreto di Saviano.

Ieri il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano “Quello che non ho” ha registrato quasi 3 millioni e mezzo di ascoltatori. Un crollo strutturale rispetto ai quasi 11 milioni dell’edizione andata in onda su rai 3. Saviano malgrado lo sconforto non perde il suo innato ottimismo e scrive così su twitter : “Grazie a tutti, un risultato pazzesco, incredibile che tante persone abbiano voluto difendere una tv fatta di parole”. Mancavano all’appello quasi 6 milioni di persone. Ma a loro non importa. Loro stanno cercando di costruire una tv diversa fatta solo di parole. Al diavolo il linguaggio televisivo, i tempi televisivi. Loro parlano. Parlano. Parlano. Che stavo dicendo? Ah si. Parlano.

Ma come si fa a parlare così a lungo. Per capirlo abbiamo incontrato John Endlessly Speak un allenatore dello spettacolo (personal coach), di cui oramai sono forniti moltissimi attori di Hollywood da Brad Pitt a Raul Bova (forse lui non ne fa uso).

Buona sera signor Speak

Buona sera è un piacere per me essere qui con lei, sono davvero contento spero in qualche modo di poter rispondere alle domande che lei mi porrà, certo nei limiti delle mie capacità e delle nozioni di cui sono fornito.

Diavolo se parla…

Eh eh, era solo una prova. Se vuole posso fare anche di meglio.

No la prego. Ho solo 5273 caratteri. Poi dovrei chiedere più di 4 euro.

4 euro? di che parla?

E’ una lunga storia. Ma torniamo alla puntata di ieri. Lei si è occupato della preparazione dei due presentatori, nel particolare di Roberto Saviano, il quale se posso dire è sembrato come al solito un po’ fuori luogo in televisione.

E’ questa la sua impressione?

Beh, quel continuo muoversi, toccarsi la testa, non sembrava proprio a suo agio.

(ride)

Mi scusi, perchè ride?

Perchè l’abbiamo fregata…

Non capisco.

Vede tutti quegli elementi che lei ha appena citato. Sono tutti voluti. Fin nei minimi particolari.

Mi sta dicendo che Saviano sembra fuori luogo, lento e noioso di proposito?

Esattamente. E’ un lavoro duro sa? Non è cosi facile come uno pensa. A essere divertenti è facile, ma essere noiosi è un lavoro di fino.

Vada avanti.

Roberto è stato molto chiaro “Voglio sia la cosa più noiosa che la televisione abbia mai visto. Voglio raccontare quello che tutti già conoscono ma lentamente, come se non mi venissero le parole. Poi voglio usare un sacco di passati remoti, anche se sto parlando di una cosa avvenuta pochi secondi fa…” E’ un tipo munizioso. Lui cerca la perfezione. L’idea di grattarsi continuamente la testa, o di mettersi le dita nel naso quando gli altri parlano è stata una sua idea. Voleva creare disappunto nello spettatore. Fargli credere che lui li, non ci voleva stare. Voleva farlo sentire a disagio. Un po come faceva Andy Kaufman.

E’ incredibile. Ci è riuscito in pieno. Ricordo che subito dopo il racconto drammatico sulla tragedia di Beslan lui si è seduto accanto alla madre di una delle vittime e, mentre Fazio con tono grave faceva alcune domande, si grattava il naso e spiegazzava un foglietto di carta come quando a 13 anni ti portano a un pranzo dove non volevi andare.

Ha detto pranzo? Noi avevamo pensato cena, ci dobbiamo lavorare.

Prende un piccolo quaderno di appunti e scrive alcune lettere lentamente, molto lentamente.

E per quanto riguarda Fazio?

Oh beh lui è un tipo naturale. Ha visto quanto è eclettico?

In che senso scusi?

Passa dalla commedia al dramma in pochi secondi.

A me sembra sempre uguale. Solo quando c’è il dramma fa un po’ la faccia da cane bastonato, abbassa le orecchie e fa il tono come se gli fosse morto il criceto.

Ride di nuovo.

Non mi dica che…non ci posso credere…

Esattamente. Cane bastonato, orecchie, criceto morto. Aha, è incredibile. Se non fosse un giornalista penserei a uno scherzo che qualcuno mi sta facendo! Tutto scritto, tutto preparato nei minimi dettagli. Adoro i piani ben riusciti (imita Hannibal).

E’ davvero incredibile. E non mi dica che anche la Littizzietto che parla di patonza, piselli prima di chiudere sul morale, anche quello tutto preparato! E io che pensavo fosse completamente andata fuori di senno…

Speak mi guarda con la faccia da cane bastonato, abbassa le orecchie. Per rendere ancora più esplicito il suo stato d’animo ha una pallina da tennis in bocca e la lascia cadere davanti alla mia sedia.

No. Quello no. Non so cosa gli abbia preso. Non lavora con me. In teoria doveva dire solo la frase alla fine. Non so cosa abbia. Come gli sarà venuto di proporre a Fassino di scoparsi la Bruni solo Dio lo sa. Mi ha ricordato quella volta in cui Brad Pitt si presentò a una commemorazione della shoah travestito da Adolf Hitler. Ha inutilmente provato a convincere gli astanti che si trattava di una citazione di Chaplin nel Grande Dittatore. Non ha funzionato. D’altronde sarebbe come se un banchiere si presentasse a dirigere un paese, senza regolari elezioni, per salvarlo da una crisi che ha lui stesso provocato. Voglio dire il pubblico è anche disposto a credere che qualcuno possa aver camminato sull’acqua, ma c’è un limite a tutto. Perchè mi guarda così?

Niente. Beh, volevo farle un’ultima domanda prima di congedarla. Qual’è la parola che vorrebbe portarsi con lei.

Beh vediamo. Forse “Televisione”. Malgrado sia soddisfatto del mio lavoro, ieri credo sia mancata un po’ di “Televisione”.

La ringrazio.

 

Giacomo Cannelli

 

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