Francesco Cronaca – L’Huffington mi ha pagato.

Francesco Cronaca – L’Huffington mi ha pagato

E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno. Ieri poco dopo le 18 Francesco Cronaca si è consegnato alle autorità. Era ricercato da mesi. Su di lui pesavano l’accusa di “blogger retribuito” e “payed contributor”. Secondo gli inquirenti Cronaca avrebbe ricevuto la bellezza di 22 euro e 50 per due articoli usciti sull’Huffington Post. (Nel particolare un articolo di scienza riguardo il fungo delle formiche zombie attaccato da un altro fungo)

Immediate la reazione di Arianna Huffington, fondatrice e editor in chief del  newsblog lanciato nel 2005 sotto il nome di AriannaNews: “Siamo tutti sconvolti. Per anni abbiamo combattuto per avere un giornale libero dalla schiavitù degli stipendi. E’ un giorno triste per le freenews.”.

Intanto la Huffington, che ha venduto l’Huffington Post al gruppo AOL per la cifra di 315 milioni di dollari, ha fatto sapere che si occuperà personalmente della questione: “Chi ha pagato, pagherà, ma solo  metaforicamente parlando”.

Nel frattempo su twitter si alternano i vari punti di vista

“E’ assurdo di questo passo tutti vorranno essere pagati per il proprio lavoro!”

“Sono un manager di un importante azienda ho appena ricevuto il mio bonus da 52 milioni, ma non mi permetterei mai di chiedere soldi per il mio blog. Vergogna!”

Ma tutto questo è già successo. Il Los Angeles Times ha paragonato la storia dei blogger dell’Huffington a quella dei comici del Comedy Store che negli anni ’70 si unirono per combattere lo strapotere del gestore del locale che li costringeva a lavorare gratis in cambio di visibilità.

L’episodio di Cronaca sembra isolato, ma non è cosi. Sono migliaia i freelance pagati 4 euro ad articolo. In un mese possono arrivare a guadagnare la bellezza di 800 euro scrivendo la miseria di 200 articoli.

Abbiamo intervistato uno di questi freelance del sommerso pagato. Per ragioni di privacy lo chiameremo F.A. Lo incontriamo a casa sua in via delle fratte 12 int.5. Subito sotto casa di Aldo Magro. Sapete, dove c’è quel fioraio, si esatto proprio li.

Buona sera F.A.

Salve…mi scusi. Non avrà mica fatto un preambolo spiegando dove abito?

Assolutamente no. Sarebbe altamente non professionale.

Ma lei mi ha detto di non essere un professionista…

Appunto. Ma andiamo avanti. Ci parli dei suoi lavori pagati. Profumatamente pagati…

Si. Beh ho cominciato così. Volevo prendere il tesserino da pubblicista per farmi bello con gli amici…

Poi sono arrivati i soldi…

Si. Non potevo resistere. 4, anche 5 euro ad articolo. Mi sono sentito come un orso con il miele…una mosca con la m…

Capito il concetto grazie. Ma non si sente in colpa. Voglio dire scrivere per denaro…

Non è facile, a volte ti verrebbe voglia di gettare tutto e fare uno stage non retribuito. Poi ti offrono di scrivere un reportage di 50 pagine sulle elezioni USA. Vedi il luccichio dei 2 euro. Senti il profumo del rame ancora intonso.

Mentre parliamo F.A. accarezza una moneta da 2 centesimi. Se la passa tra le dita sinuosamente.

Non puoi resistere. Sfido chiunque.

Ma capisce che è sbagliato? L’informazione deve essere libera…

Io…si lo so…sono un mostro…non sa cosa vuol dire fingere con gli amici. Mentire alla tua ragazza, dirle che stai andando a scaricare le cassette al mercato e poi rinchiuderti in un bar e scrivere…scrivere…scrivere per soldi…

Dalla porta entra una ragazza. Capelli castani. Indossa una canottierina e un paio di short.

(ragazza)
– Che cazzo ci fai qui? Non dovresti essere a lavoro?

– Io…scusa..ecco vedi…

– Non mi dire cazzate! So cosa stai facendo…

– Ti posso spiegare..ma come hai fatto..che ci fai qui?

– Ho letto l’articolo. Ti fai chiamare F.A. adesso?

– Cosa?

– Non fare lo stronzo. F.A. vicino al fioraio. Int 5. Non provare a fregarmi….

– Ma cosa. Ma lei aveva detto…cosa ha scritto…

Mi allontano dalla scena. Le urla si sentono in tutto il palazzo. Dal pianerottolo esce un vicino di casa. Capelli bianchi leggermente appesantito. Dopo avermi squadrato si siede ad ascoltare. Quindi come a giustificare il suo gesto esclama: “Meglio di “Una grande famiglia”

Sono fuori dal portone. Il fioraio sta innaffiando alcune rose. Camminando inciampo in un giornale freepress. Raccolgo le pagine sgualcite. Cerco di rimetterlo insieme. I miei occhi si perdono nei migliaia di caratteri neri. Chissà quanti di questi articoli sono pagati? Mi viene in mente una vecchia pubblicità radiofonica di un free press. Il claim finale diceva: “L’informazione senza tutti quegli inutili intelletualismi”. E’ arrivato il mio autobus. Entro. Inserisco un euro nella macchinetta dei biglietti. Vidimo. 1 euro. Quasi quanto un articolo pagato.

 

Giacomo Cannelli

 

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