La mia candidatura a direttore generale della Rai – I due Liocorni

La mia candidatura a direttore generale della Rai.

Non credevo mi avrebbero risposto. Eppure lo hanno fatto. Deve essere stato un’errore. Si non c’è dubbio. Beh non buttarti giù così presto. In fondo tu di televisione ne capisci.

Entra un altro dei candidati, Rocco Sabelli, classe 1954. Ancora mi chiedo perchè uno che lavori per l’Alitalia venga chiamato a dirigere una televisione. Smettila di fare domande. Perchè un banchiere è stato chiamato a risolvere una crisi economica causata dalle banche? Tutto torna. Faccio un cenno di assenso alla mia coscienza. Sta fumando una sigaretta. Lo fa sempre quando è nervosa. Ma è solo una coscienza. Non c’è il divieto per lei. Sabelli si siede accanto a Giulio Anselmi. Giornalista, grande carriera alle spalle, ha scritto per tutti, gli manca solo il corriere dei piccoli. E’ uno dei “certi direttori” che stando alle parole dell’ex premier Silvio Berlusconi dovevano cambiare mestiere. A quanto pare ci sta provando. I due non sembrano affatto nervosi. Entrambi hanno un completo grigio e una cravatta intonata. Improvvisamente l’idea dei bermuda e della maglietta dei Ghostbusters mi sembra decisamente fuori luogo. La mia coscienza fa un gesto come a dire “non dirmi che non te l’avevo detto”. Non ho idea come faccia a racchiudere tutte queste cose in un solo gesto. Ma ci riesce. Comincio a sudare. I tagli del governo si sono fatti sentire anche in Rai. Niente aria condizionata. Si sente un rutto. Nessuno dei presenti. E’ il distributore dell’acqua. Rileggo il mio CV per vedere se è tutto in ordine. In alto ho messo una foto. Guardo la mia foto. Quindi i due altri candidati di fronte a me. Le orecchie da Spock e il saluto vulcaniano non erano necessari. Oramai è troppo tardi. Potrei cancellare l’orecchio con un pennarello. Troppo visibile. I miei ragionamenti vengono interrotti dalla voce della segretaria del presidente.

– Da questa parte direttore…
– Grazie..

Entra Gianni Minoli. Sotto la mano tiene alcune copie di Cronaca Vera. Si siede e comincia a leggere senza troppo interessarsi ai suoi vicini. Sulla copertina c’è di nuovo quell’articolo su John Lennon che in realtà è vivo e si trova in un monastero italiano.

– Qualche problema ragazzo?
– Io..no no…io…gran bella rivista.
– E’ l’unico giornale che compro.

Anselmi fa un gesto di stizza.

E’ il momento di Francesco Caio, attuale amministratore delegato di Avio con passato in Merloni e Olivetti, è nel gruppo di amministrazione di Motorola, amministratore delegato di “cable e wireless” e nel 2008 è stato scelto dal governo britannico come responsabile del “gruppo studio per la progettazione della banda larga ultra veloce nel paese.”
“Che diavolo ci fa qui”. Anselmi e Minoli sembrano farsi la stessa domanda.”Un cervello in fuga che vuole lavorare in un’azienda senza cervello”. Arriva anche Giancarlo Leone, ora responsabile della struttura intrattenimento della Rai. Ha un cappello a tuba, un bastone e porta delle scarpe da tip tap. Il ragazzo ci sa fare. Minoli alza lo sguardo solo per un momento, quindi torna alla lettura dell’articolo su un giornalista che ha ucciso tre donne per poi scriverne un articolo di cronaca nera.
Leone canticchia sotto voce “…ci sono proprio tutti, solo non si vedono i due…liocorni…” Sorrido. Leone diventa immediatamente serio. “Non mi stavo riferendo a Santoro e Freccero”. Ha lo sguardo da Serial Killer. Così vestito mi ricorda Gene Wilder in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.

– Si, si. Neanche io pensavo a loro.
– Allora perchè sorrideva, forse la faccio ridere…?
– Io…no…si figuri, e che stavo pensando a un mio amico che una volta mi ha raccontato una storia divertente…
– Capisco, si ricorda la storia?
– No, solo l’amico.

Leone sembra soddisfatto della mia risposta. Quindi ricomincia a fischiettare i due liocorni, questa volta in maniera più sommessa.
Il silenzio scende sulla sala. “Quanto tempo sarà passato?” Non ne ho la più pallida idea. Entra di nuovo la segretaria del presidente.

– Bene mi sembra ci siamo proprio tutti solo non si vedono i due liocorni.
– …intende forse…
– Intendo due liocorni, perchè lei a cosa pensava?

Improvvisamente ho la sensazione di trovarmi in un film di David Lynch. Dopo pochi secondi ne ho la totale certezza. Dalla porta entrano due persone con in testa delle maschere da liocorni. Non ne sono sicuro ma dalla voce sembrano Santoro e Freccero. Il liocorno più basso bofonchia qualcosa “…colpa dei pedofili del cazzo..preti pedofili del cazzo…”. Il liocorno più alto fa un gesto come a dire “datti una calamata”. La segretaria si guarda intorno quindi comincia a parlare:

– Bene, ora che siamo tutti, posso dirvi come avverrà il colloquio. Il presidente ha molto da fare quindi cominceremo senza di lui.
– Che vuole dire con “cominceremo”? – Anselmi sembra nervoso.
– Sarà un colloquio di gruppo…
– Ma è ridicolo? Ma che modo è questo? E’ come se un ex banchiere collaboratore della Goldman and Sachs venisse chiamato a salvare un paese dalla crisi che lui stesso a conrtibuito a creare, magari senza neanche un elezione regolare!

Silenzio. Tutti guardano Anselmi.

– Vada avanti.
– Bene. Allora prendete pure questi fogli su ognuno di questi c’è scritta una lista di personaggi. Quello che vi sarà richiesto di fare è di scegliere chi portare su un astronave nel caso di un’ipotetica fine del mondo.
– Cosa? Ma è come se un banchie…oh al diavolo mi dia il foglio.

Prendo il foglio e comincio a scorrere i nomi: parrucchiere cieco, soldato idrofobo, cane pazzo, industriale corrotto, giornalista freelance, prete pedofilo.
Devo uscire di qui. Alzo lo sguardo. Tutti gli astanti sono immersi nella lettura. Faccio un cenno alla segretaria.

– Si mi dica…
– Salve avrei bisogno del bagno…
– Guardi è molto semplice deve uscire dal corridoio volta a sinistra, quindi alla terza porta a destra bussa due volte senza entrare, si aprirà la quarta porta e mezzo nel secondo corridoio, a questo punto faccia uno squillo a questo numero e prema due volte cancelletto…
– In fondo a destra giusto?
– Esatto.
– Grazie.

Esco dalla stanza. I due liocorni accompagnano la mia uscita con lo sguardo. Quindi uno dei due abbassa gli occhi sul foglio appena consegantogli dalla segretaria. Faccio appena in tempo a chiudere la porta alle mie spalle, il liocorno sembra impazzito, le urla trapassano la porta.

– Ma che cazzo ci fa un prete pedofilo del cazzo..il cardinale di Genova..del cazzo delle donne nude…m’han fatto tutto togliere al pomeriggio…del cazzo…pezzo del coglione del cazzo!
– Ti ho detto di calmarti!
Lo dice L’UPA! Cazzo L’UPA!

Rapidamente mi allontano dall’ufficio. I corridoi della Rai sono un labirinto senza fine. Due figure tremendamente somiglianti a Celentano sono ferme in mezzo al corridoio.

– Salve io starei cercando l’uscita…
– Mi sembra giusto.

Pausa.

– Lo sai ragazzo che Pupo è alto un metro è dieci? E’ davvero molto basso…
Non di nuovo…

Corro più veloce che posso. Sento le pause dei Celentani alle mie spalle. Mi trovo davanti alla sezione Fiction della Rai. Esce Ivan Cotroneo. E’ seguito dalla sua segretaria. Sembra nervoso. Nel passargli vicino riesco a carpire una sola frase.

– Ma chi cazzo è Aldo Magro?

Vedo una luce in fondo al corridoio. “O la va o la spacca”. Corro più veloce che posso. Le gambe sembrano andare da sole. Non sento quasi più il pavimento sotto i piedi. A un certo punto mi rendo conto che ho smesso di correre, ma non di muovermi.

– Aspetta un attimo…non sarà mica un so…

Sono nel letto. Mi giro. Guardo la sveglia. Sono le 4:04. Mi sono addormentato con il computer acceso. Sullo schermo si staglia una pagina di Youtube. “L’arca di noè ci son due coccodrilli Liocorni Zecchino d’oro.mp4”

– La devo smettere di usare sistemi randomici per la visione di video.

 

Giacomo Cannelli

 

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