Dal Microvision alla PSVITA – Parte 1

Storia delle console portatili

Il 22 febbraio è arrivata l’ultima console di casa Sony, la PSvita. Specifiche tecniche incredibili per una console portatile. Riuscirà a contrastare il 3D della grande N? Forse la risposta va cercata altrove. Nel passato.

1979 – Microvision

E’ il 1979, La Sony mette in vendita il primo Walkman di fatto rendendoci tutti alienati e isolati in pubblico mentre il presidente Jimmy Carter sfugge miracolosamente all’attacco di un coniglio delle paludi. Nello stesso anno la Milton&Bradley (meglio conosciuta come la MB) decide di buttarsi nell’ancor immaturo mondo dei giochi elettronici con il Microvision. Frutto del lavoro del designer Jay Smith (che qualche anno più tardi sara responsabile anche del Vectrex) ottiene un discreto successo, facendo fruttare alla Smith Engineering (software house fondata dallo stesso Jay Smith) quasi 8 milioni di dollari . La console finisce anche sul grande schermo con un breve cameo nel film “Venerdi 13 Parte 2”. Malgrado il buon successo in soli due anni il Microvision va in soffitta per mancanza di giochi e uno schermo decisamente troppo piccolo.

1980 – NINTENDO GAMES AND WATCH

Il mercato degli handheld games comincia a fare gola a molti, tra questi un casa giapponese impegnata nella produzione di Arcade Machine, la Nintendo. Il 1980 è l’anno del lancio dei Games and Watch (Gēmu ando Uotchi). Ideati dal game designer Gunpei Yokoi, in seguito responsabile di un’altra console di successo: il Game Boy. Il sistema (monogioco) prevede l’utilizzo di uno schermo lcd, due pulsanti e una croce direzionale, nominata pad (che in seguito sostituirà il Joystick in tutte le console successive). In aggiunta il dispositivo è fornito di un orologio e di una sveglia (per questa il nome “watch”). In 11 anni di carriera (saranno prodotti fino al 1991) vengono venduti la bellezza di 43 milioni di pezzi. Nel 1998 alcune case di produzione hanno acquistato i diritti per rimettere in commercio alcuni classici denominati Nintendo Mini Classics. Negli ultimi hanni sono uscite un paio di raccolte per il nintendo DS.
La mascotte dei game and watch “Mr Game and Watch” (che fantasia) è apparsa di recente come personaggio del videogioco Super Smah Bros Brawl.

1982 – BANDAI SOLAR POWER

In tempi di Global Warming e crisi economica, una console deve pensare anche all’ambiente (sono note le polemiche riguardo lo stand by della ps3) In tempi non sospetti (a parte per Al Gore che già sapeva nel 1983) la Bandai propone sul mercato una cosole portatile interamente alimentata ad energia solare. Basta mettere la console sotto una fonte di luce e il gioco parte in pochi secondi. Oltre a questa feature davvero particolare Bandai introduce anche un sistema di 3D ante litteram, con il gioco Terror House.

1983 – TOMYTRONIC 3D

Nel 1983 Arpanet (WWweb delle origini) cede il passo definitivamente al sistema Tc/ip (quello che usiamo oggi, e permette la lettura di questo post). Nel frattempo al cinema si cerca il rilancio del 3D con il film Lo Squalo 3 (uno dei peggiori di sempre, malgrado un giovane Dennis Quaid). Gli effetti tridimensionali sono al limite del ridicolo, ma qualcuno pensa sia una buona idea portare il 3D nei giochi elettronici (mi ricorda qualcosa). Arriva così sul mercato il Tomytronic 3D. La console ricorda nella forma una sorta di binocolo in plastica. (Successivamente anche il Virtual Boy della Nintendo tenterà la stessa strada, prima di essere dismesso a causa di un piccolo inconveniente: dopo mezzora di gioco le persone vedevano in bianco e nero) Due pannelli lcd creano un effetto simil 3d sfruttando la luce proveniente da una fessura posta sopra il dispositivo. L’effetto? Impressionante non c’è che dire (sarcasmo).

1989 – GAME BOY

Nel 1989 cade il muro di Berlino, l’impero russo si dissolve come neve al sole lasciando libero il programmatore Alexey Pajitnov di vendere al miglior offerente un piccolo “giochino” da lui sviluppato denominato TETRIS. A mettere gli occhi sulla sua creatura è Minoru Arakawa (in seguito CEO di Nintendo america) che vede una demo di TETRIS durante un evento per developer e ne compra immediatamente i diritti. Il piano è quello di lanciare una nuova console portatile, il Game Boy, usando Tetris come Killer app per il suo debutto. L’idea si dimostra vincente, il Game Boy e Tetris sembrano fatti l’uno per l’altro. In 2 anni la Nintendo vende 25 milioni di pezzi di fatto conquistando il mercato.

1989-90 – ATARI LYNX

Il sasso è stato lanciato. La Nintendo ha visto più lontano degli altri e in poco tempo ha ottenuto un notevole vantaggio sugli inseguitori. La prima a cercare di arginare il predominio della grande N è l’ATARI. Non potendo competere con line up Nintendo, l’Atari pensa di combattere su un altro fronte: quello tecnico. Il Lynx si presenta con delle specifiche impressionanti per l’epoca: è la prima console in assoluto ad avere uno schermo lcd a colori; attraverso il ComLynx permette un multiplayer fino a 17 giocatori e “least but not last” si adatta a mancini e destri grazie alla possibilità di essere giocato in entrambi i sensi. C’è solo un piccolo problema. Non esistendo batterie a litio e avendo bisogno di 6 stilo per accendersi, la console ha una longevità paragonabile a quella di un’eiaculazione precoce. Risultato 5 milioni di pezzi venduti e un totale insuccesso commerciale anche dopo la release del successivo Lynx 2. Malgrado il fallimento il Lynx ha visto sviluppare giochi per il suo sistema fino al 2004.

Riprendete fiato. Mangiate qualcosa. Bevete un bicchiere d’acqua.

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Giacomo Cannelli

 

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