Attacchi di finzione – L’abolizione del tempo

— ATTENZIONE! ACTHUNG! WARNING! —

Istruzioni per l’uso: quello che state per leggere non è un racconto. Non è una storia, non ha un fine e molto più precisamente non ha una fine. Alcuni scritti sono riconoscibili “Hey, io ti ho visto! Tu sei un racconto”. Altri sono semplicemente un “Hey”. E basta. Buona lettura.

— ATTENZIONE! ACTHUNG! WARNING! —

L’abolizione del tempo. Era l’ultimo giorno della mia vita. Non avrei mai pensato di passarlo così. Avevo sempre pensato che sarebbe stato più in la con gli anni. Un giorno speciale. Un giorno in cui avrei riflettuto sul mio cammino nella mia vita. Invece ero al lavoro. Un lavoro orribile per giunta. Che schifo. L’ultimo giorno della mia vita davanti a un terminale elettronico. Non sto morendo. No. Non sarei così tranquillo se fosse l’ultimo giorno “fisico” della mia vita. Il governo ha deciso di abolire il tempo. E’ da molto che se ne parlava. “Il tempo non esiste”. Quante volte ho sentito questa frase. Studiosi di fisica teorica si erano arrovellati il cervello per decenni. “Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi.” Già. Un qualcosa di inventato dall’uomo per dare un senso allo scorrere delle cose. Senza tempo è difficile fare riferimento a qualche evento. “Ti ricordi quando siamo andati al mare?” Quando. Dove, sarebbe la domanda più corretta a quanto pare. Lo spazio è l’unica cosa certa. I secondi sono artificiali, come i minuti le ore. Potremmo allo stesso modo calcolare il tempo con le gocce che cadono ordinatamente da un lavandino rotto. Con il battito del nostro cuore. Sarebbe la stessa cosa. Siamo così abituati ai secondi che l’idea di calcolarlo in altro modo ci sembra solo un gioco, una metafora, romantica, nel caso del cuore. Cosa sarebbe successo se un tempo si fosse deciso di usare qualcos’altro. Niente secondi, minuti, bensì respiri. Respiri. Troppo difficili da calcolare. E poi i respiri di chi? Meglio di no. E se poi calcoliamo i respiri di un ansiogeno. Mio dio non potrei pensare a quanto passerebbe in fretta il tempo. Eppure nella storia era già successo di giocare con il tempo delle persone. Il calendario gregoriano introdotto nel 1582 cambiò in un giorno il tempo delle persone. Per la precisione tutti si ritrovarono 10 giorni indietro nel tempo rispetto al precedente calendario Giuliano. 10 giorni! Non sono pochi. La cosa ancora più straniante è che non tutti i paesi adottarono il nuovo calendario allo stesso tempo. In Svezia ad esempio si cercò di fare un cambiamento graduale. Per recuperare gli anni si decise di eliminare tutti gli anni bisestili dal 1700 al 1740. Ottima idea se non siete impegnati in una guerra. Il primo 29 febbraio venne quindi eliminato. Ma i successivi del 1704 e 1708 vennero dimenticati li dov’erano. Riconosciuto l’errore che stava creando solo confusione nella popolazione, si decise di tralasciare la conversione e tornare al vecchio calendario giuliano. Ma per farlo bisognava ristabilire il vecchio 28 febbraio eliminato. Nessun problema, ne aggiungiamo un altro. Così nel calendario svedese del 1712 venne inserito l’unico 30 febbraio che la storia ricordi. Pensai a quel povero Cristo nato quel giorno.

Quindi per un periodo di quasi 300 anni, viaggiando nello spazio, si viaggiava anche nel tempo. Non un fuso orario di alcune ore, come succede oggi con i viaggi in aereo. Ma un fuso di alcuni giorni. Si poteva festeggiare il natale in Italia, quindi andare in Svezia e festeggiarlo di nuovo. Diavolo! Il natale. Come festeggeremo il natale? I religiosi sono stati i primi ad opporsi alla cancellazione del tempo. Ti credo con tutti quei santi. Ora come potevano ricordarsi in quale giorno festeggiarli? Non ci sarebbero più stati giorni. Niente più martedi, bisestili e quant’altro. Non avevo ancora riflettuto appieno sulla cosa. Come al solito mi ero ridotto all’ultimo giorno. L’ultimo. Che fregatura. Mancava poco al mio compleanno. Beh potrei sempre segnarmi i giorni…troppo rischioso. La legge è chiara. Niente più giorni. Niente più calendari. Verranno bruciati tutti i sistemi di calcolo. Niente più oroscopo. Non che sia una tragedia, ma qualche volta mi piaceva credere a quelle storie. Vivere e poi trovare a posteriori delle somiglianze con quei piccoli oracoli. Niente più prima serata televisiva! Evviva. Su quello non avevo alcuna remora, anzi avrei preso la decisione molto tempo prima! Niente più ritardi. Ottimo. Da buon ritardatario non posso che essere contento. Perdona il ritardo..io…aspetta un attimo, non esiste più il tempo! AHA!. Che idiota che sono. Sono qui l’ultimo giorno della mia vita e mi burlo di un inventato poveraccio che mi stava aspettando chissà da quanto tempo. Tempo. Quante volte l’avrò pronunciato. Non lo pronuncerò più. Non ho tempo. “Puoi dirlo forte amico! Non ne hai più! Non dovrai più preoccuparti di averlo”. “Presto! Andiamo!” Altra frase che perderà molta della sua forza. “Presto rispetto a cosa, perdonami, puoi spiegarmi?” Dovrebbero prendermi come agente puntiglioso per il rispetto dell’abolizione temporale. APRAT. Suona anche bene. Sarei un vero rompiscatole non mi sfuggirebbe nulla. Tutti avrebbero la loro dose di polemica temporale.

 

Giacomo Cannelli

 

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