Jalmari Helander: il J.J. Abrams della Lapponia

Siamo nel 2003. Una casa di produzione Finlandese pubblica sul web un cortometraggio dal titolo “Rare Exports Inc.” Protagonisti tre cacciatori dall’incredibile coraggio. Tra le sperdute terre della Lapponia si lanciano in una caccia senza esclusione di colpi. Chi è la preda? Che domande. Babbo Natale.

Il corto, regia di Jalmari Helander è girato come un spot pubblicitario. Una voce suadente (stile Jack Daniels) ci racconta la storia dei cacciatori, e il motivo della loro caccia. E’ in Lapponia che vengono catturati e addestrati i Babbi Natale di tutto il mondo.

Ma perchè tutto quest’odio nei confronti del povero Babbo Natala?

“In Finlandia abbiamo questa leggenda di questo personaggio dalle lunghe corna. – racconta il regista – Viene usato per spaventare i bambini durante il Natale. Se non si comportano bene il mostro viene e ti sculaccia o qualcosa del genere. E’ l’opposto della versione americana di Santa Claus. In un certo senso volevo onorare la tradizione!”

Dopo il buon successo di pubblico la Woodpecker Film decide di produrre a stretto giro un sequel dal titolo “Rare Exports: The Official Safety Instructions”. Sono passati quasi due anni e dietro la macchina da presa siede sempre Helander. La realizzazione ricorda molto i video Dharma presenti nella serie Lost, e in un certo senso anche il marchio della Rare Export sembra nel design quello della Dharma. Per finire il talento visivo (e il gusto per la citazione) di Jalmari ricorda quello del Re-Mida J.J.Abrams.

“Il primo corto è costato 4000 dollari. Dopo il successo del secondo la casa di produzione era intenzionata a produrne un terzo, ma a questo punto mi sono detto: perchè non farne un lungometraggio? E così è stato. Mi ci sono voluti quasi 4 anni per scrivere la sceneggiatura. Che aggiunti ai tre anni precedenti, fanno quasi sette anni a pensare a Babbo Natale.”

A questo punto il regista decide di rischiare ancora di più e cerca di adattare la sua storia per un lungometraggio. A dispetto di quanto si possa pensare non ci sono stati problemi a trovare i soldi. “Malgrado la violenza del soggetto, ho trovato molte persone entusiaste. Ci è voluto davvero poco a trovare il denaro. Tra il giorno in cui ho finito di scrivere lo script e il primo di riprese è passato meno di un anno. Nessuno ha mai avuto da ridire sulla storia”.

La storia viene stravolta. Il titolo rimane lo stesso, ma questa volta con il sottotitolo: A Christmas Tale. L’intero cast torna al completo (compreso il bambino del secondo capitolo, con qualche anno di più) per sventare un piano ordito dai “cattivi” Yankee americani. Un Tycoon di una non ben definita zona degli Stati Uniti si lancia alla ricerca della tomba di Babbo Natale e la trova nella misteriosa montagna di Korvatunturi Mountain. Nascosto centinaia di metri in profondità c’è il corpo di Santa Claus.

“L’idea del film è più basata sul folklore Finlandese. Un gruppo di americani vuole recuperare il terribile Babbo Natale, perchè non sa nulla della nostra cultura e non si rende conto del pericolo. Ho pensato di cambiare completamente la storia invece che mettermi ad allungare quella già raccontata nei due corti precedenti” (Mi ricorda qualche cosa…Vietnam? Iraq? Afghanistan?)

Il film è comunque attraversato da molte citazioni tratte dai corti precedenti, appositamente “abbandonate” nella pellicola, per la gioia dei Fan di vecchia data. Il film è stato un successo planetario, ed è stata la pellicola Finlandese che ha raggiunto il maggior numero di paesi. “All’inizio è stato difficile venderlo, perchè nessuno capisce che diavolo stanno dicendo i personaggi. Per questo sono ancora più orgoglioso, se ha superato anche la barriera linguistica allora deve essere per forza un buon film!”

Naturalmente, come spiega il regista: “Molte sono le cose “Lost in translation”, incomprensibili per un pubblico non finlandese. Anche il modo stesso come le persone pronunciano le parole ha un significato, non traducibile a parole. La cosa incredibile è che dovunque lo guardassi riuscivo a trovare le stesse reazioni negli stessi punti. Naturalmente in ogni paese il risultato è stato diverso.”

Ma dopo tanto parlare, ecco un po’ di immagini tratte dal trailer.

Da tempo si vocifera di un interessamento da parte di Hollywood per un remake made in USA. “Si è vero. Potrei andare li e farlo io, c’ho anche pensato, ma poi mi sono detto, e se poi rovino tutto, e uccido lo spirito del film? La cosa mi spaventa troppo per ora. Certo potrei fare più soldi e magari lavorare al sequel che ho in mente (una Mega film catastrofico in cui tutti i babbi natale superano i confini finlandesi e portano il terrore in tutto il mondo) ma per ora preferisco non farlo. Farò un film in lingua inglese, ma voglio cercare di tenermi alla larga da Hollywood, almeno fino a che non avrò un buon progetto.

Se siete curiosi di sapere come sarà il suo prossimo film, beh, sappiate che lo descrive in questo modo: “Mamma ho perso l’aereo incontra Rambo”. Mi ha già convinto.

L’intervista al regista integrale potete trovarla qui.

 

Giacomo Cannelli

 

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