La filodiffusione cattolica – Intervista con Adriano Celentano

Buona sera signor Celentano

….

Buona sera…

Si si ho capito. Stavo facendo una delle mie pause.

Ah mi scusi. Le dicevo, buonasera signor Celentano, parliamo naturalmente di quello che è successo ieri sul palco dell’ariston.

….

E’ un altra pausa

Che pausa?

La sua pausa

Era meno dell’altra.

Una menopausa.(rido)

(serio) Come hai detto ragazzo?

Niente mi scusi, una freddura. Ma parliamo di ieri. La questione preti e filodiffusione. A che si riferiva. Da piccolo era nella navata sinistra quella dove c’è l’altoparlante rotto e ti tocca sentire tutta la messa in mono?

Esattamente. A Galbiate. Poi alla fine il parroco si è deciso e ha cambiato l’impianto. Vedi. Io credo che lo stereo sia un diritto di tutti. Bisogna sentire tutte e due le campane, non una sola. E’ un qualcosa che torna indietro fino ai tempi della bibbia. Guarda. In queste pagine dell’anziano testamento

Antico…

Anziano..

(Pausa)

Mi mostra le istruzioni di un paio di casse Audiola. Ma vista la risposta su anziano, non mi pare il caso farglielo notare

Eh…beh si mi sembra autentico. E poi è scritto anche in Cinese.

Vedi ragazzo i preti non parlano mai del paradiso.

In generale?

Si, in generale, non parlano mai del paradiso, di come siamo venuti al mondo. Sembra che la nostra intera esistenza sia solo morire. Noi. Le cose non stanno così. Noi. Voi siete obbligati a parlare del paradiso…Sennò sembra che la vita sia tutta qua.

Celentano sembra avere la solita paura dell’anziano verso la morte. Non appena si invecchia improvvisamente diventa importante sapere che c’è dopo. Non c’è niente, ma come l’audiola, è meglio tenere per me questa informazione.

Giornali come L’avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi

Può sempre non comprarli..

Perchè non pensare ai malati terminali.

Si in effetti per loro eviterei l’abbonamento…

Vedi ragazzo. Vogliono cancellare i vagoni letto. Con lo scopo palese di cancellare il nostro passato, le fondamenta della nostra identità.

I vagoni letto sono dunque le fondamenta della nostra identità…pensavo il risorgimento…però vabbè allora aggiorno.

Nervosamente faccio finta di prendere appunti. Siamo soli in casa. Comincio a temere per la mia incolumità. Una goccia di sudore mi cade dalla fronte spero che il molleggiato non se ne sia reso conto..

Allora Montezemolo ha fatto bene a costruire i treni veloci. Ma adesso vogliamo anche i treni lenti..può chiamarli…

Lumaca (ridendo)

(serio) Bravo. Tu mi piaci ragazzo, hai stoffa. Lumaca. Treni Lumaca. Bisogna bilanciare la velocità con qualcosa di lento. Un treno lumaca dove ti fa vedere le bellezze dell’Italia. Vedi ragazzo (oramai è un leitmotiv) ho anche il progetto…

Deglutisco. Devo uscire di qui prima che sia troppo tardi.

Lo sapevi che Pupo è alto un metro e dieci. E’ proprio basso!

(Rido)

Lui non ride.

Il sudore è oramai visibile sulla mia fronte, devo inventare una scusa, una qualsiasi…

Eh signor celentano, le dispiace se faccio una chiamata a casa? Credo di aver lasciato il cane acceso e poi volevo sapere come stava il gas perchè ieri ha vomitato magari ha bisogno di uscire.

Malgrado la confusionarietà del discorso, Celentano acconsente

Vai pure ragazzo.

Esco dalla stanza c’è un corridoio. A sinistra c’è il bagno. Mi fiondo. Cerco di chiamare la polizia. Non c’è campo. Dannazione. Mi guardo intorno. C’è una finestra. Non è molto grande ma potrebbe bastare. Mi arrampico sulla tazza del cesso. Nel farlo inciampo su una montagna di riviste. “Cazzo!” “Tutto a posto ragazzo?” “Si si..Tutto a posto. Solo un secondo.” Nel rispondere cammino di nuovo sopra le riviste che avevo inavvertitamente fatto cadere. “Ma che diavolo…” Sotto i miei piedi ci sono centinaia di copie di Famiglia Cristiana. Ne prendo una. “Oh cazzo…è abbonato. Celentano…ma che diavolo sta succedendo…” Ne prendo una copia e la nascondo nella giacca. Quindi mi arrampico. Sono fuori. Mi trovo circondato da Nani da giardino con sopra scritto “Pupolo”. Deglutisco. Nel frattempo dall’interno sento Celentano battere alla porta del bagno. “Hey ragazzo, sei li dentro? Hai visto per caso la camera dove ci sono dietro i preti?”. Non c’è più tempo da perdere. Corro forsennatamente verso la steccionata. Un pupolo tenta di fermare la mia corsa. Inciampo. Mi cade la copia di Famiglia Cristiana. Non c’è tempo. Devo abbandonare le prove. Scavalco il muro di cinta. Sono fuori. Fermo un auto. “La prego mi deve aiutare…stavo facendo un intervista, poi il mio gas ha vomitato, e il mio cane è rimasto acceso…” “Si calmi ragazzo. La porto io.” Entro in macchina. “Grazie mille”. Il conducente ha gli occhiali scuri. Capelli fluenti. Sembra un non giovane. Le mani sul volante sembrano tremendamente sproporzionate rispetto al resto del corpo. “Ti dispiace se metto un po’ di musica?” “No no…” Parte “Fatti mandare dalla mamma.” Oramai tutto mi è chiaro. Sono fottuto.

 

Giacomo Cannelli

 

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