La neve – Un nemico invisibile – Intervista con il prof. Bianco Spino

ROMA 10 Febbraio 2012. La neve è oramai alle porte di Roma. Secondo le ultime notizie si troverebbe a poche centinaia di metri dalla capitale. La gente ha paura. Decathlon è stato preso d’assalto. Slittini, guanti, moonboot sono esauriti in quasi tutti i negozi. Il popolo di Roma si prepara al peggio. Per cercare conforto abbiamo parlato con il professore Bianco Spino, esperto di neve e frigoriferi.

Buona sera professore

Buona sera.

Professore cosa sa dirci sulla neve?

Beh è una forma di acqua ghiacciata cristallina, che consiste in una moltitudine di minuscoli cristalli di ghiaccio tutti aventi di base una simmetria esagonale e spesso anche una geometria frattale, ma ognuno di tipo diverso e spesso aggregati tra loro in maniera casuale a formare fiocchi di neve.

E’ una supercazzola professore?

Eh Eh, sembra complicato ma non lo è. E’ una sostanza molto eterea, potremmo definirla “precaria”…

Il precariato non esiste professore. Forse intendeva “mobile”

Si si, mi scusi mi sono espresso male. Una sostanza mobile, in grado di cambiare continuamente lavo..ehm forma. Di fatto può insinuarsi ovunque grazie alla possibilità di passare dallo stato solido allo stato liquido…

A quale delle due categorie crede appartenga l’economia italiana?

Liquido senza dubbio.

Ieri intanto è stato annunciato un altro morto per neve. Mike Widlow un abitante dell’Arkansas, stava guardando con suo figlio alcune foto di Roma imbiancata dalla neve quando è stato colpito da infarto. Inutili i soccorsi della protezione civile, impossibilitata a raggiungere l’Arkansas anche a causa dei poteri limitati di cui dispone in questo momento.

Professore, cosa possiamo fare per difenderci?

Purtroppo c’è poco da fare, chiudete porte e finestre e copritevi bene, è un nemico subdolo…che ha molte forme diverse come ho già detto prima. Esiste la neve a larghe falde, a piccole falde, poi c’è la gragnola, nevischio, nevetonda, ah guardi poi c’è questa acquaneve che è fresca fresca, quanta je ne faccio?

Ne prendo due etti…

Sono 5 che faccio lascio?

Si perfetto. Grazie professore. Un’ultima domanda. Cosa pensa dei pupazzi di neve?

Sono sicuramente un modo per esorcizzare la paura. Se riusciamo a rendere il nostro nemico simile a noi, in un certo senso lo temiamo di meno. In fondo quello di cui tutti abbiamo paura è il diverso. Siamo tutti intrinsecamente xenofobi, e lo siamo anche nei confronti della neve.

Grazie ancora professore.

Grazie a lei.

 

Giacomo Cannelli

 

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