Houston we have a problem! – Antologia Cospirazionista

Siamo mai stati sulla luna? E’ un po’ di giorni che questa domanda rimbalza tra i miei neuroni (neuroni problematici, lo so). In una delle mie random viewings su Showyou mi salta davanti agli occhi un video. Il titolo è abbastanza accattivante: “Houston we have a problem!”. Non posso non guardare. Come non ho potuto non guardare più o meno tutto quello che mi è capitato sotto agli occhi fino a quel momento. Ma questo è un altro problema.

A quanto pare il programma spaziale americano non è stato frutto dello sforzo economico della Nasa e del know how di persone come l’ex nazista Werner Von Braun. C’era qualcun’altro che forniva informazioni e tecnologia agli americani: i comunisti (poi dici che Berlusconi non c’ha ragione, so sempre i comunisti). Si avete sentito bene. Nel mezzo della guerra fredda un paese comunista ha aiutato gli Yankees ad arrivare dove nessun uomo è mai stato prima. Ma di chi stai parlando Giacomo? Hai bevuto di nuovo?

Siamo in Yugoslavia. Tito ha appena preso il potere. La CIA è in cerca di alcuni documenti dell’ingegnere sloveno Herman Potcnik. I suoi scritti avevano già influenzato il lavoro di Von Braun e altri scienziati interessati alla possibilità dei viaggi spaziali. In questi documenti sarebbero celati alcune importanti progetti e studi essenziali per la corsa allo spazio. Malgrado gli sforzi la CIA non riesce a mettere le mani sui disegni del buon Potcnik. Qualcun altro li ha preceduti: Tito. In poco tempo il presidente yougoslavo costruisce un laboratorio segreto nel quale sviluppare il suo personale programma spaziale. Tra Russia e USA si nascondeva dunque un terzo interprete nella corsa allo spazio. Dopo qualche anno la CIA scopre che la Yugoslavia ha già una tecnologia spaziale molto avanzata. Perchè spendere soldi ed energie quando si può comprare il pacchetto già pronto? Gli USA comprano (con milioni di dollari) la tecnologia dalla Yugoslavia che prende parte attivamente alla costruzione dell’Apollo 11.

Qui sotto il trailer del, così definito, docudrama.

Verità? Menzogna? In rete molti si domandano se non sia solo l’ennesimo tentativo di sfruttare la passione delle persone per le teorie cospirazionistiche.

Qualche tempo fa il regista francese William Karel realizza Operation Lune (The Dark Side of the moon) nel quale racconta come gli Stati Uniti nel tentativo di arrivare prima dei russi nella corsa allo spazio, abbiano deciso di fingere l’allunaggio. Il documentario presenta tra i testimoni Donald Rumsfeld, Dr. Henry Kissinger, Alexander Haig, Vernon Walters, Buzz Aldrin e la vedova di Stanley Kubrick, Christiane Kubrick.

Il film malgrado la folle teoria portata avanti rimane plausibile per quasi 40 minuti. La maestria con cui Karel mischia realtà e finzione fa si che lo spettatore dimentichi quasi subito di trovarsi davanti a un mockumentary. I personaggi intervistati sono infatti reali. Solo in un paio di casi ci troviamo davanti a personaggi secondari o sconosciuti (la segretaria di Nixon è interpretata da un attrice). L’abile montaggio di materiale di repertorio e nuovo materiale abilmente mescolato rendono quasi impossibile discernere tra quello che Karel ha scritto e quello che è realmente successo. Quando in una foto dell’allunaggio l’inquadratura si allarga lentamente a mostrare una copia della sceneggiatura di 2001 odissea nello spazio abbandonata in mezzo alla (finta) sabbia lunare non potete non sentire un brivido scorrere lungo la vostra schiena. William ci aveva già abituato a film come questi. Durante un suo viaggio a Los Angeles aveva realizzato un Mockumentary in cui raccontava la messa al bando delle sigarette negli Stati Uniti (molto prima dei divieti che di li a poco avrebbero interessato tutti i luoghi pubblici).

Operation Lune

Nel documentario cospirazionista “A funny thing that happend in the way to the moon” vengono mostrati alcuni incredibili video inediti, in cui si vede Armstrong riprendere la terra dall’oblò dell’apollo 11. La ripresa mostra il nostro pianeta durante lo spostamento verso la luna. Ma c’è qualcosa che non torna. Una strana ombra si sposta durante le riprese. Qualcuno sta volontariamente creando un effetto ottico per simulare una diversa esposizione solare sul nostro pianeta. (QUI trovate la sequenza) Nelle immagini finali si vede Armostrong riaprire l’otturatore della telecamera e svelare la reale posizione dell’apollo 11. 9 ore prima dell’allunaggio le immagini mostrano chiaramente gli astronauti ancora in orbita intorno alla terra. La luna è ad almeno 3 giorni di distanza. “Ma se sono andati sulla luna, perchè avrebbero dovuto fingere qualsiasi cosa durante il viaggio?” si domanda la voce narrante. Forse gli americani si erano resi conto che sarebbe stato impossibile superare la così detta Van Allen radiation belt? (Una “cinta” oltre la quale si è bombardati da pesanti radiazioni causate da venti solari).

“A funny thing that happend in the way to the moon”

Secondo i documenti ufficiali della NASA l’Apollo 11 riuscì a evitare le radiazioni facendo passare i suoi astronauti lungo il ciglio della “cinta” in questo modo evitando le radiazioni più forti. (Qui trovate qualche notizia in più)

Tra tutte le teorie cospirazioniste sul possibile allunaggio umano (qui trovate tutto) il problema delle radiazioni è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del popolo dei Maulderiani. Molti astronauti che sono stati in orbita intorno alla terra hanno detto di aver visto strani flash illuminarsi nel buio dei loro occhi. Allucinazioni? Non proprio. A quanto pare le radiazioni presenti nell’orbita terrestre (molto inferiori a quello fuori dalla Van Allen Belt) causano questro strano effetto. Le radiazioni sottoforma di piccoli proiettili subatomici colpisono la retina dell’occhio, la quale manda un falso segnale che il cervello interpreta come un’improvviso raggio di luce. Inutile dire che questo tipo di fenomeni, malgrado il fascino, siano nocivi per l’uomo. Molti astronauti tornati dalle missioni spaziali hanno infatti riscontrato casi prematuri di cataratta. (Qui ulteriori info)

Se gli astronauti sui nuovissimi shuttle hanno avuto problemi con le radiazioni cosa potrebbe essere accaduto ad Armstrong e compagni di sicuro forniti di tecnologie di protezione non paragonabili alle moderne spedizioni spaziali?

Se avete fame di cospirazioni, di domande senza risposta e misteriosi video miracolosamente ritrovati, la rete è un infinito calderone di informazioni. Per controllare la veridicità delle fonti il nostro Paolo Attivissimo è un ottimo confutatore di Hoax. Quindi di tanto in tanto se avete bisogno della vostra Skully a riportarvi con i piedi per terra, fate un salto sul suo sito.

Se invece impavidi volete continuare a viaggiare nel magico mondo della cospirazione senza freni. Beh allora sappiate che non sono stati gli americani ad andare sulla luna per la prima volta. Non è stato Tito a costruire il primo modulo per allunaggio. Non è stato Gagarin il primo uomo a viaggiare nello spazio nè la piccola Laika il primo essere vivente a uscire dall’atmosfera terrestre. E’ il 1938 (lo stesso anno in cui Orson Welles mandò in onda il radiodramma “War of the Worlds”) e a Santiago del Cile (dove poi il radiodramma di Welles venne rimandato nel 1949, causando, di nuovo, panico incontrollato) viene ritrovato un piccolo modulo spaziale. Qui inizia la storia di “First Man on the Moon”

 

Giacomo Cannelli

 

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