Devo smetterla di leggere i termini di servizio

Sto scrivendo. Si sto scrivendo la parola “scrivendo”. Ne sono quasi certo. Almeno questo è quello che sta accadendo nella mia linea temporale. Quella in cui sono sicuro di quello che sto scrivendo. Certamente altrove in qualche altra linea ci sarà un me stesso che non sa assolutamente che diavolo sta scrivendo. Non posso non pensarlo. La teoria dei multiuniversi è oramai cosa assodata. Non si può più pensare che ogni nostra azione sia unica e irripetibile. E’ solo una delle possibili azioni che si stanno svolgendo in un determinato momento, in un determinato universo.

Devo smetterla di comprare Scientific America.

Non fa che peggiorare le cose. Non voglio sapere. Io so di non sapere. Più che altro so di non voler sapere. Eccolo che ritorna. Ogni volta che penso qualcosa non posso non pensare ai vari me stessi sparsi nei possibili universi.
- Lasciate stare! Questa è roba mia! L’ho scritto Io!

Ma che lo dico a fare. Se lo saranno già fregato.

Chissà come l’ha presa la chiesa. La questione dei Multiuniversi intendo. Per poco non facevano fuori Galileo solo perchè diceva che la terra gira intorno al sole. Ora si mette in dubbio anche l’unicità del nostro universo. Probabilmente si limiteranno a dire che salutano i vari Adamo ed Eva sparsi per i possibili universi. In alcuni lui aveva una foglia di fico in altri solo una foglia di noce. In alcuni probabilmente non metteva nulla. In fondo perchè avrebbe dovuto coprirsi? Vergognarsi di cosa? Probabilmente non esisteva la vergogna come concetto. Eva prese una mela. Una pera. Un’arancio. Una carota. No, quella non cresce sugli alberi. Forse in qualche universo non è stato un serpente bensì un verme. Si. L’ha attirata in terra e gli ha fatto raccogliere la carota proibita. Il bianconiglio le aveva detto di stare attenta, ma lei non ha voluto ascoltare.

Devo smettere di scaricare ebook gratuiti di Lewis Carroll.

Magari in qualche universo Lewis Carroll è una persona lucida e compita che ha scritto un racconto su una bambina che veniva rinchiusa in manicomio dopo aver raccontato di un suo incredibile viaggio. Un Carrol un po’ cupo. Non che quello presente nel nostro universo non lo sia. Anzi.
- Cosa esser Tu?
- Io?
- Si tuu?
- Hey dico stai parlando con me?
- Ioo..sii…tuu…cosa esser tuuu?
- Non c’è nessuno qui, dunque stai parlando con me?
Boom. E la testa del grande bruco esplode come un cocomero maturo. Esiste sicuramente un’Alice pulp. Doppiata da Ferruccio Amendola. Senza dubbio.

Devo smetterla di guardare i film doppiati.

Non ha senso. La frase “Robert De Niro in questo film è proprio bravo” è insensata. Avrebbe lo stesso senso dire: “Quel piatto di spaghetti che ho visto in televisione era proprio buono!”. Eppure continiuamo imperterriti a fare apprezzamenti su attori muti. Sulle loro facce. La voce, strumento portante dell’arte attoriale, viene sostituita, appiccicata sulle immagini seguendo logiche di lipsynch. Ma noi non ci facciamo caso. Voi non ci fate caso. Io certe volte credo di impazzire. L’unico modo per rimanere sani e non guardare mai gli attori al di sotto del naso. Appena si scende al labbro superiore è impossibile non accorgersi dell’aberrazione del doppiaggio. Bocche che si muovono per assecondare l’emissione vocale, in qualche occasione in grado di simulare il movimento, ma nel resto dei casi completamente dislessiche.

Devo smetterla di guardare sotto il naso degli attori.

Un vecchio davanti ai miei occhi sta scattando la stessa foto usando una macchina fotografica e un cellulare. La stessa foto con due dispositivi. Ora hanno inventato una macchina fotografica in grado di scattare anche quando non siamo pronti. Appena l’accendiamo comincia a prendere 60 fotogrammi al secondo. In questo modo al momento del nostro scatto avrà già registrato tutte le foto che non siamo riusciti a prendere e tutte quelle che non avevamo mai pensato di fare. Dove è finito il libero arbitrio? C’è una macchina in grado di prendere tutte le decisioni che non ho mai preso e tutte quelle che non avevo neanche in mente di voler prendere? Forse la Apple la metterà sul mercato presto. Imind. “Stanco di pensare? Ci pensiamo noi!”. “Prima di procedere con l’utilizzo di Imind accettare i termini di servizio. Pagina 1 di 1239″. Inizio a leggere. Pagina per pagina. A pagina 5 mi accorgo che ripete i concetti di pagina 2. Pagina 35 è bianca. Nessuno legge mai i termini di servizio. Di conseguenza I termini di servizio hanno cominciato a smettere di essere scritti. Bastano le prime righe e l’aggiunta di un numero spropositato di possibili pagine a scoraggiare anche il più coraggioso dei lettori.
- Cosa leggi?
- Termini di Servizio di Itunes.
- Non li ho mai letti come sono?
- Inspiring.
- Davvero?
- No.
- Capisco. Una volta credo di aver letto i Termini di servizio di Ebay.
- E…?
- Niente di che. Ma sono riuscito a rivenderlo quasi subito.

Devo smetterla di leggere i Termini di servizio.