Facebook Suicida – 28 ore dopo.

Sonno.
Rumore (offuscato)
Sonno.
Ancora rumore. Questa volta più chiaro. E’ il citofono.
Richiudo gli occhi. Forse se ne vanno. Lo so, non molto responsabile.
Citofono.
Vado.

– Pronto? (la forma troppo simile al telefono mi costringe a usarlo come tale)
– Daniè?
– Non ho capito scusi…
– Danielle?
– Daniele?
– Eh.
– Eh che?
– Daniele?
– Guardi che non c’è nessun Daniele.
– Come?
– Non c’è nessun Daniele.
– Ah. Scusi.

Chiudo. Sento le risate del mio coinquilino provenire dalla stanza chiusa di sotto. Almeno credo. Forse sto diventando paranoico. Mi ridirigo verso il letto. Prima faccio una capatina in bagno “Già che ci sto…”

E’ una giornata plumbea. Almeno credo. La condensa rende impossibile guardare fuori. Non ho voglia di aprire la finestra e compromettere il calore acquisito, solo per sapere che tempo che fa.

Torno a letto. Mi sdraio. Il letto si è freddato. “Maledetto disturbatore”. Disturbatrice per essere preciso. Guardo il cellulare. E’ presto. Mi giro nel letto. Tutto inutile. Sono sveglio. Un pensiero mi ronza per la testa. Ho appena superato le 24 ore di assenza da Facebook. Forse ha ragione Fabio Chiusi non ci si può liberare di Facebook. E li che ronza nel tuo cervello. Continua a occupare la tua ram, malgrado la chiusura. Chissà cosa sarà successo.

Sicuramente qualcosa di incredibilmente interessante. Una di quelle catene di Sant’Antonio. Qualche scoperta incredibile. Un segreto rivelato. Una notizia che gli altri non vogliono pubblicare. Un video che “guardatelo prima che venga cancellato” e poi sta sempre li. Le foto di tutti i capodanni. Mio Dio. In questo caso mi sento fortunato. Ho sempre odiato il momento diapositive. Le serate organizzate per farti vedere le vacanze. Molto anni 80. Una cena organizzata espressamente per mostrarti immagini. “Qui eravamo all’aeroporto. Qui ho preso la valigia. Qui mi è caduta. Qui ho preso l’altra valigia. Qui ho preso la terza valigia. Questa è…” “no aspetta non dirmi. La quarta valigia! Già che c’eri potevi fare un video. Magari a 15 frame. Stile cinema delle origini” Il mio background DAMS spesso causa insoliti silenzi.

Oggi sembra quasi uno scherzo. Le nostre vacanze le riveliamo in tempo reale. Sarebbe come se vi invitassero a casa di qualcuno per mostrarvi la loro pagina facebook su un proiettore. Mi fermo. Magari qualcuno lo fa. Come faccio a saperlo? Beh, comunque non posso smettere di pensare che con Facebook il servizio diapositive è diventato automatico e autoimposto. Prima ti invitavano e non potevi dire di no. Ora lo fai di tua spontanea volontà.

La pioggia comincia a cadere sul tetto. Piove. Ora è il suono a darmi conferma visto che gli occhi non era riusciti a essere più precisi.

Guardo l’orologio. 9:15. Se fosse stata un’ora prima avrei potuto fantasticare sulla coincidenza del 8 e del 15. Oceanic 815. Mi mordo la lingua. Faticosamente calcolo a mente. Al classico ho cambiato 7 professori di matematica. Forse ci metto tanto a fare i calcoli perchè ogni volta ripenso a tutti i nomi dei professori. No. Credo di no. 28. La digressione sul liceo mi permette di calcolare facilmente senza errori. 28 ore. Mi alzo.

 

Giacomo Cannelli

 

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