Young Adult – Una specie in via d’estinzione.

Girare a zonzo per una città come Londra non è cosa facile. E’ troppo confusa, troppo grande ed estesa per essere percorsa a caso. Bisogna sempre decidere dove andare. Bisogna pensare come una nave. Trovare il proprio porto di arrivo e quindi salpare.

Il mio porto di oggi è stato il Natural History Museum. E’ la seconda volta in una settimana. E’ uno di quei luoghi che mi sono sempre mancati in Italia. Una struttura incredibile dove è possibile attraversare l’intera storia del nostro pianeta in un batter d’occhio. E’ un qualcosa di stavolgente. Passare dal Big Bang alle possibili evoluzioni del nostro universo in poco più di due ore ti toglie il fiato. Mi fermo davanti a un grafico che mostra l’intera evoluzione del pianeta. Una linea che assomiglia molto a quella di un elettrocardiogramma segna il numero di specie presenti sul pianeta. In basso la linea temporale ci dice quando ci troviamo (quando stiamo andando come direbbe Quelo). In alto delle frecce rosse mostrano le “massive exstinction”, il momento in cui per cause naturali (meteoriti, glaciazioni) alcuni esseri viventi (di cui siamo a conoscenza grazie ai fossili) sono scomparsi nel nulla. Il tempo di estinzione medio di una specie è abbastanza rapido (mantenedo una scala di miliardi di anni), circa 4 o 5 milioni di anni. Volgo lo sguardo al presente all’estremità sinistra del grafico. Il nostro tempo. Siamo sull’orlo di un picco evolutivo. Dopo una discesa (probabilmente l’ultima glaciazione) il numero di specie presenti sulla terra è in crescita. Eppure non mi sento al sicuro. Il mio cervello ricorda qualcosa. Qualcosa che probabilmente avevo rimosso. Sento una fitta al polpaccio. Quindi come se le due cose fossero collegate, ho un’illuminzione: “Estinzione!”. Dopo pochi secondi mi accorgo di aver parlato ad alta voce. Poco male, vicino a me c’è un piccolo essere umano di lingua inglese. Mi guarda, quindi torna a giocare con una specie di pendolo mobile con sotto scritto “Nothing is certain except change”. Immagino il bambino ripetere la frase al contrario “egnahc tpecxe niatrec si gnihton”. Sembra un qualche tipo di lingua Inca. Il bambino fa “no” con la testa. “Ha ragione, non ho la più pallida idea di come suoni una lingua Inca. Lo stronzetto la sa lunga”. Di nuovo un dolore al polpaccio. “Maledetto acido lattico! Colpa di quella serata passata a saltare nella schiuma!(…poi vi spiego…giuro, poi lo faccio)”. Finalmente ci sono. Estinzione. Certo. Come ho fatto a non capirlo prima. “Io mi sto estinguendo!”. Il bambino seguendo il messaggio della frase sopra citata, decide che è venuto il momento di cambiare aria. Continuo il mio ragionamento. Estinzione. Mi sto estinguendo. L’avevo scritto da qualche parte. Ci sono. Era finito nei meandri di uno dei tanti Blog che ho tentato di lanciare. Si chiamava “Diariodiuncitazionista”. Tutto attaccato. Non sono mai stato bravo con il marketing. Trovo l’articolo. Leggo.

“Ho sempre pensato che prima o poi sarei morto. Nel senso, tutti quanti moriamo prima o poi. E’ la prima cosa che si impara giocando a Super Mario Bros. Mai però mi sarei immaginato di estinguermi. Non come persona, ma come fascia d’età. A quanto pare i giovani si stanno estinguendo. Almeno questo è quello che ci dice il Censis. Cavolo stiamo finendo come i Dodo. La specie più stupida mai esistita sul nostro pianeta. Almeno a giudicare da quanto viene presa per il culo in tutti i film o cartoni animati. Tutto solo perchè sono l’unica specie la cui estinzione è responsabilità diretta dell’uomo. In alcune lingue sono addirittura diventati sinonimo di estinzione. “Dead as a dodo”. Oh mio dio, ci vorrà poco prima di sentir dire “Dead as a youngster”!.
Per riprendermi da questa terribile notizia, sono andato a cercare conforto nella Bibbia. Saltata la parte sulle parentele, mi sono fiondato alla sezione “Come salvarsi da un estinzione certa e vivere 950 anni” di Noè. Già dalle prime righe ho avuto un’illuminazione.

“Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra. Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie, le mogli dei suoi figli, e i figli dei raccomandati, per sottrarsi alle acque del diluvio. Dei precari mondi e di quelli immondi, dei Cococo e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo per un contratto a progetto entrarono a due a due con Noè nell’arca, maschio e femmina, come Giovanardi aveva comandato a Noè.”

Credo sia arrivato il momento di costruire un’arca.

Aut.Min.Ric Attenzione, l’estratto sopra riportato potrebbe essere stato soggetto a modifiche non previste da Dio o dai suoi apostoli. Min.1998/86/01

Tutto questo casino per riutilizzare un vecchio post? Si. Vergognati Giacomo.

 

Giacomo Cannelli

 

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