Life’s too short – Chi è il vero Gervais?

Premessa

Come sarebbe la mia meta-vita? Come sarebbe la mia vita sotto forma di racconto. Possibilmente girato sotto forma di documentario. Si. Mi piace il documentario. Con quegli aggiustamenti di zoom continui. Il fuoco che ogni tanto si perde. Le focali lunghe. L’inquadratura perennemente instabile. Io nel mezzo del quadro parlo di me stesso. Tautologicamente indico quello che c’è intorno a me. “Vedete questa è la mia stanza, qui è dove dormo. E’ un letto vedete, queste sono le coperte e questo è un piumone. Lo uso quando fa freddo.” Nei documentari c’è sempre qualcuno che spiega quello che stiamo vedendo. Come fosse un servizio aggiuntivo per non vedenti. Io non posso essere da meno. Quindi continuo il mio sproloquio. “Questa è la mia collezione di dvd. Li ho presi la maggior parte alle bancarelle. Sapete 3 euro al pezzo. Ma se sei bravo riesci a portatene a casa 4 per 12 euro.” Guardo in macchina. “Ehm. Si…la maggior parte sono serie tv. Cofanetti. Vedete Extras, The office, Peep Show…poi abbiamo, Spaced…insomma un sacco di roba.” Un Jump cut interrompe la mia lista. Nella versione non editata avevo continuato per circa 43 minuti. Il regista ha pensato bene di tagliare. Io avrei lasciato, solo qualche altro titolo. “Questo è il salone. E’ molto grande. La televisione. Non l’ho comprata io. Io non guardo la televisione. Cosa? Quella? E’ una playstation…No…No…non è mia.” Rido. Sguardo in macchina. “Io non gioco con quella roba…” Stacco. Immagini di repertorio. Io a 11 anni. Sono in sala giochi. Inserisco una moneta mentre un altro ragazzino sta giocando a Street Fighter 2. Una voce annuncia l’entrata di un altro giocatore. Il ragazzino neanche mi guarda. Io timidamente prendo la mia postazione. Il ragazzino occupa tre quarti del posto. Non mi lamento. In fondo c’era prima lui. Certo non poter premere il pulsante “calcio potente” potrebbe essere un handicap. Perdo in 26”34 nuovo record della sala giochi. Mi venne anche consegnata una targa. Stacco “…quasi mai. Si quello è un cabinato.” La camera mi segue per strada. “Questo è il mio quartiere. Il villaggio Olimpico. Da piccolo lo odiavo. Ora lo trovo un bel posto. E’ una sorta di grande paese. Qui ci conosciamo tutti. Hey guarda chi c’è…” Saluto un ragazzo sulla trentina che mi passa vicino. Lui mi guarda si ferma. Poi fa un gesto come a dire “ma che cazzo vuoi”. “Tutto a posto…? Come sta Marco?” “Ma stai a parlà con me…?” Guardo in macchina. “Ah…aha…è sempre stato un attore nato.” Tossisco. Mi guardo intorno. La camera indugia zoomando sul mio viso. Non so più dove guardare. Tossisco di nuovo. Indico fuori campo. Quindi mi incammino verso la direzione da me indicata. Cut.

Fine premessa.

Ricky Gervais torna in tv con uno show tutto nuovo. Dopo i successi di The Office (8 stagioni in USA), Extras, l’esordio a Hollywood (Ghost Town), svariate guest appearance tra tv e cinema (Notte al museo, Curb your enthusiasm), due Hosting ai Golden Globe (L’ultimo memorabile, vi consiglio di dare un’occhiata) e un’incarnazione animata accanto al fido Stephen Merchant (The Ricky Gervais Show), Ricky torna alle origini, con quello che sa fare meglio: Il mockumentary. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui, durante la produzione di Extras Gervais cercava ostinatamente di arrivare a trovare il contatto di Leonardo di Caprio per averlo nella sua serie. Inutili i tentativi, Di Caprio non partecipò mai ad Extras.

Gervais alla ricerca di Leo

Oggi Gervais è uno dei comici più famosi e ricercati. Tutti vogliono lavorare con lui malgrado le sue uscite a dir poco antipatiche nei confronti dell’establishment di Hollywood. Nella nuova serie, targata sempre BBC (co-prodotta da HBO) dal titolo “Life’s too short”, non seguiamo direttamente le gesta di Gervais. Protagonista è in realtà l’attore Warrick Davis. Il nome forse non vi dirà nulla, ma la sua foto non potrà che far vibrare i vostri cuori (ok, forse sto esagerando, cmq è quello sopra. Non Gervais, non Merchant, si, insomma…quello più in basso). Warrick Davis è meglio conosciuto per essere stato un Ewok nel secondo capitolo di Guerre Stellari “Il Ritorno dello Jedi” e protagonista del poco fortunato (al botteghino) Willow (di Ron Howard). Se ancora non vi sovviene ha anche preso parte alla saga di Harry Potter.

Warrick è un attore nano che gestisce un agenzia per attori nani. Nani travestiti da Stevie Wonder, nani cantanti, nani con i capelli lunghi, insomma nani di ogni tipo, come ci tiene a specificare. Tra i suoi amici George Lucas, Ron Howard e molte altre star di Hollywood le cui foto addobbano il suo ufficio. Il periodo non è però dei più felici. Il lavoro stenta a decollare e perdipiù sua moglie gli ha chiesto il divorzio. Così Warrick cerca conforto nei suoi vecchi amici Ricky Gervais e Stephen Merchant. Non appena entra nel loro ufficio ci rendiamo conto che è solo Warrick a ritenersi loro amico. Ricky e Stephen si chiedono perchè diavolo continua a venire nel loro ufficio “Credevo di aver messo il citofono abbastanza in alto per tenerti lontano, ma continui a tornare” Warrick ride. Ma non era una battuta. Un secondo di imbarazzo. Gervais fa notare a Warrick che non c’è molto lavoro nel senso “che si ci sarebbe, ma vedi non per…si insomma nani…” Warrick sta per andarsene. Suona il citofono. Entra Liam Neeson. In carne e ossa. Stava cercando Gervais. “Voglio fare un po di comedy” I tre lo guardano attonito. “Film comici” “No, no stand up comedy. Improvvisazione, live show.” Silenzio. Ricky guarda in macchina. “Capisco”. Liam tira fuori una lista con tutte le cose che vuole fare. “Ho scritto una lista. Scrivo sempre liste. E’ per questo che Spielberg mi ha preso a fare Schindler’s list. Io gli ho detto Steven, io scrivo liste in continuo. E lui. Sei proprio quello che stavo cercando.” I tre ridono. Poi Liam gli chiede “Che diavolo c’è da ridere. E’ esattamente quello che è successo…”

Mi fermo con la versione testuale della serie altrimenti mi becco una denuncia per violazione di copyright. La serie Life’s too short è fenomenale. Oramai Gervais e Merchant sono riusciti nell’intento di creare una realtà parallela in cui non devono far altro che essere se stessi. Alla loro porta si alternano star del cinema internazionale del calibro di Liam Neeson, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Steve Carrell (l’alter ego americano di Gervais in The Office), Sting e molti altri. L’effetto comico è assicurato nel classico stile “imbarazzante” a cui la coppia Merchant e Gervais ci ha abituato. Lo stile documentario ci confonde raccontandoci un mondo in cui il Gervais reale e quello finzionale sono oramai indistinguibili. Se poi avete un account Twitter la cosa diventa ancora più folle. Con @rickygervais che si scambia battute al fulmicotone con il suo “amico” @WarwickADavis. Leggi e ti chiedi: stanno scherzando davvero? O fa parte della serie? Una sorta di meta-marketing virale di ultima generazione? Inutile chiederselo.

Qui sotto la clip con Liam Neeson stand-up comedian.

Life’s too short è andato in onda su BBC2 il 10 novembre 2011.

 

Giacomo Cannelli

 

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