Inside Roma Fiction Fest – Evento Misfits
Premessa
Mi avvicino alla reception con due amici. ‘Ho il pass…invece i miei amici avrebbero bisogno dei biglietti’. La Hostess mi guarda di traverso ‘Guarda, non so che pass sia, però ti consiglio di prendere i biglietti’ ‘Ma ho l’accredito…’ ‘L’accredito non serve a nulla, è meglio il biglietto, fidati’. I biglietti sono gratuiti. Ottengo il mio posto con al collo quello che a questo punto è solo un collare di riconoscimento. Come il tatuaggio dei cani, serve solo a sapere se mi sono perso. ‘Hey guarda…un nerd, si deve essere perso. Tieni bello…Come ti chiami. Ah, ma abbiamo l’accredito. Giacomo…Cannelli…Ciao Giacomo. Tieni prendi una copia omaggio di Guerre Stellari versione senza le aggiunte digitali’. Guaisco e prendo al volo l’agognato VHS.
Fine premessa.
Secondo giornata di Fiction Festival e secondo incontro con il pubblico. Questa volta a farsi vivo, dopo il bagno di folla di Jim Belushi, il più timido e silenzioso Iwan Rheon. Star della serie Misfits successo planetario che a piccoli passi a conquistato anche l’Italia (a giudicare dal buon numero di presenti). Co-ospite uno dei produttori della serie Matt, di cui però posso dirvi solo il nome, visto che da nessuna parte, neanche sul programma, è possibile trovarlo.
Si parte con una breve clip, un “nelle puntate precedenti” non proprio eccezionale. La qualità video e simil youtube e l’audio è pessimo. Poco male. Si parte con le domande dei due presentatori. L’ambiente è un po sotto tono, ma piano piano comincia a venire fuori qualcosa di interessante. Matt racconta come la serie Misfits abbia preso in prestito il genere dei supereroi, ma che non lo ha fatto per imitarne i tratti. ‘E’ solo un mezzo per poter raccontare storie di ragazzi. Potremmo raccontare le stesse identiche storie togliendo i super poteri e sarebbero storie del tutto normali’. L’elemento di finzione dunque come cassa di risonanza per raccontare il mondo dei così detti Young Adult. ’10 anni fa sarebbe stato molto difficile produrre una serie come questa. Oggi, con la tv via cavo e le tecniche digitali il pubblico è cambiato. Il bacino di utenza è sempre lo stesso, ma è più segmentato. Ora possiamo riferirci, così come ci ha chiesto il canale, a un preciso segmento di età e parlare direttamente con loro. Senza doverci preoccupare degli altri. Possiamo rischiare di più e andare più in profondità nell’affrontare le loro storie’
‘Ma adesso abbiamo una sorpresa, Matt ci ha infatti portato un video in Alta definizione del trailer della terza stagione, che sarà su Sky a gennaio’
Nel video si vede poco e niente. Solo qualche fugace frase e il nuovo personaggio di Rudy, dalla terza stagione sostituto ufficiale dell’ahimè partente Nathan (Robert Sheenhan). La fine di Nathan verrà raccontato in un breve shortfilm che però a quanto pare per problemi diritti non potrà andare in onda in Italia. Matt però ha la soluzione ‘Credo che si, insomma, dovreste trovarlo abbastanza facilmente nella rete…illegalemente!’ [Guarda la Sneak Peek di "Vegas Baby"]
A domande molto interessanti da parte del pubblico, si alternano inviti a cena per Iwan, frasi sconclusionate, e risatine. Il pubblico è in parte formato da molte fan underage. Iwan sorride imbarazzato e ringrazia.
Le poche domande a Iwan sono per lo più incentrate sui tratti del suo personaggio Simon. Iwan racconta come alla fine il suo personaggio non è un Nerd stereotipato. ‘Ha un anima dolce e drammatica, è un Geek, ma non per questo veste con camicia a quadri e occhiali spessi. Ho ascoltato molta musica, soprattutto i Joy Division.’ Iwan ricorda anche come il suo personaggio in principio era stato pensato come cattivo. ‘Simon è un buono, non direi si possa mai pensarlo come cattivo’. Dal pubblico gli si fa notare come il suo personaggio, malgrado il cambiamento di sceneggiatura, sia sempre inquietante e ambiguo. Iwan sorride ‘No, Simon è buono, ma non possiamo sapere cosa può accadere nella terza stagione’. Segue un sorriso alla Simon e il pubblico apprezza.
Continua la sequela di domande. A questo punto mi lancio anche io. ‘Salve, volevo fare una domanda a Matt. Misfits è girato con la Red camera (una camera ad altissima risoluzione) che probabilmente sostituirà l’attuale pellicola. I primi 5 minuti della prima stagione sono incredibili e potrebbero tranquillamente passare per una scena di un film ad alto Budget. La televisione sembra in qualche modo essersi molto avvicinata al cinema per capacità tecniche ed espressive. Sembra quasi sia diventato il mezzo migliore per raccontare storie. In conclusione. Cinema e Tv sono ancora così lontane? E per chiudere. Ti hanno mai chiesto Misfits per un adattamento, in USA ad esempio’.
Matt attende la traduzione (che credo abbia tagliato con l’accetta la mia domanda) quindi risponde che ‘Si, credo che la tv abbia fatto grossi passi in avanti e le molte serie di qualità che provengono soprattutto dagli Stati Uniti lo dimostrano. Io posso dirti che preferisco vedere un’ottima serie Tv che un buon film. Si credo che la Tv e il Cinema siano molto vicini, e io preferisco un’ottima Tv. Per rispondere alla domanda sull’adattamento credo che la serie Misfits sia un format di successo, venduto in molti paesi, quindi non credo sia possibile un remake. Certo non si può mai sapere, ma per ora no. Nessun adattamento.’
C’è ancora tempo per altre domande, si alza dalle ultime file un ragazzo. ‘Salve, la mia domanda è per Matt. – goccia di sudore che scende dalla sua fronte. Si asciuga il viso. – volevo far notare un errore avvenuto nella puntata “Lacto Kynesis” La sala si blocca. Tutti cercano di capire da dove provenga la domanda. Matt e Iwan si guardano. Ora. Esattamente a cosa si stesse riferendo il ragazzo non sono riuscito a carpirlo (ma mi prodigherò a cercarlo). Credo si riferisse a qualche inesattezza cronologica negli eventi che portano alla fine della puntata sei della seconda stagione. Alisha trova il rifugio di Simon. D’accordo la smetto. Non lo ricordo, lo so sono un pessimo cronista. [Update - Domenico mio coinquilino mi ha riferito il pezzo. Alisha torna nel rifugio di Simon in un tempo (due settimane prima) in cui non poteva conoscerne la posizione]Fatto sta che Matt in visibile imbarazzo non nasconde l’errore. ‘Potremmo aver fatto qualche casino!’ Risate dal pubblico. Applausi.
Seguono ancora complimenti e una ragazza che chiede agli ignari ospiti, se sanno perchè in Italia la tv faccia così schifo, e non sia interessata a produrre prodotto come Misfits. Tra me e me mi dico. Siamo un paese di vecchi. Ecco la risposta. La ragazza finisce con un emblematico “Aiuto!”. Matt non si scompone: ‘Non so darti una risposta, ma quello che ti posso dire è: se non ti piace cambiala! Oggi con le tecnologie a disposizione si può fare molto. Cambiala tu!’. Saggio Matt. Vagli a spiegare che noi abbiamo i CDA che decidono i palinsesti, ma questo è tutto un’altro paio di maniche. Ero sprovvisto di macchina fotografica. Il telefonino ha fatto quello che ha potuto.

[update 27/10/2011] Questa mattina ho incontrato Iwan ruminare intorno all’auditorium. Improvvisamente 15enne gli ho chiesto “Can I take a photo?”.







i due moderatori non mi sono piaciuti per niente
Si sono d’accordo. Il problema è che non ha senso che gli organizzatori facciano anche i presentatori. Servirebbe un giornalista, o qualcuno di più spigliato davanti al pubblico.
Ho trovato decisamente più imbarazzante la domanda/ puntualizzazione sull’episodio “Lacto Kynesis” più che l’invito a cena. Se hai tempo da buttare, come me, fatti un giro su internet e troverai un centinaio di risultati su persone che criticano criticano e ancora criticano:
“Perchè i maghi di harry potter non usano le pistole? Sarebbe più logico!” o ancora, parlando di un ipotetico libro, che il più delle volte è un capolavoro del tipo ” Signore degli anelli” o un romanzo di stephen king ” A riga dodici del terzo capitolo c’è un errore gravissimo, il protagonista ha lasciato la tavola apparecchiata! ” o ” Sono tutti libri di merda, l’unica tecnica che funziona è quella dello show don’t tell” Cazzo, che palle.
Se avessi potuto avrei tirato una scarpa a quel tizio, ma che ti frega, è una bella storia, una bella serie, fattela una risata minchia!
Nonostante la mia amica abbia invitato a cena l’imbarazzato Iwan poi abbiamo avuto la possibilità di parlarci ( senza tirargli i reggiseni, o facendo risatine isteriche, perchè il fatto che non abbiamo trent’anni ma diciannove non ci include in un pubblico di ragazzine fomentate e urlanti ) e almeno lei è riuscita a far fare una risata a pubblico e ospiti.
Quanto alla domanda che hai posto tu, se mi è permesso ti rispondo perchè avrei voluto farlo all’Auditorium; speriamo che non facciano mai un adattamento americano, pensa al libro/film svedese “Lasciami entrare” e al remake americano in uscita ” Blood Stories”, già il titolo ti lascia capire tutto, il trailer non ne parliamo. I Misfits americani sarebbero “disadattati” sta-stereotipati. Già con il doppiaggio italiano la serie perde tantissimo!
Diavolo! Non volevo scatenare un Flame! Non sono contrario agli inviti a cena tutt’altro! Diciamo che malgrado adori il personaggio interpretato da Iwan ero più interessato alla serie e a quello che potevano dirci gli ospiti al riguardo. E comunque è innegabile che c’era un pubblico più vecchio di me
Sulla domanda “nerd” l’ho trovata divertente, perchè spesso uno si immagina una cosa del genere solo nei film, e invece la realtà supera la finzione. Per quanto riguarda la mia domanda a Matt: non vorrei mai vedere un adattamento di Misfits, preferirei vedere 100 puntate di porta a porta. Era una provocazione, peraltro esplicitata dal mio “Yankees” finale. Peraltro il fulcro era tutto sulla bellezza della serie, e di come in genere gli show televisivi si siano avvicinati, in quanto a qualità, alle produzione cinematografiche. Ciao! G.
Non volevo assolutamente avere un tono accusatorio! In realtà mi interessava chiarire che era per ridere, e che la domanda e le risatine non dovessero per forza accostarsi alla nostra, o più in generale, all’età!
Per capire bene la tua domanda mi sono fatta spiegare da un amico che frequenta il dams cos’è una Red camera, io sono una fotografa, non penso che si tratti solo dei mezzi utilizzati, secondo me è la comunicazione che sta “modificando” i suoi mezzi per risultare più efficace, in tutti i campi si ha una continua ricerca per la qualità ( l’eccezione al solito è l’italia, ma non ne parliamo nemmeno ).
Sono d’accordo. Il mezzo tecnologico è solo l’aspetto più esteriore che il linguaggio seriale televisivo sta avendo. Serie come lost hanno dimostrato come ancora ci sia molto da scoprire. Se ti avessero raccontato Misfits a parole non avresti mai creduto sarebbe potuta essere una delle migliori seroe degli ultimi anni. Quando la consiglio a qualcuno mi ridono sempre in faccia (ora un po meno!).