Cinema fatto in casa – Raiders of The Lost Ark Adaptation


Dopo la visione di Super 8 mi sono detto: “E adesso?” Voglio dire “E adesso cosa scrivo? Una recensione? No. Una riflessione? No. Un analisi filmica scena per scena di tutti i riferimenti ai film della Ambling production. Ma che sei impazzito? E poi qualcuno lo avrà già fatto. Ho capito, ma è palese il riferimento, voglio dire, ok non è un remake, ma per il numero di elementi presenti, possiamo tranquillamente dire che si tratti di una sorta di “adattamento”. Non di un film, ma di un intero filone. Quindi? Quindi credo scriverò qualcosa riguardo a “Raiders of the lost ark: adaptation”. Ok. Fai come ti pare, io ho smesso di seguirti.

Raiders of the lost ark: adaptation.

Quando per la prima volta ho visto Indiana Jones ho pensato: “Da grande voglio fare l’archeologo!”. Ho per questo fatto il Dams che a giudicare dalla considerazione che ha nel mondo del lavoro è stato più o meno lo stesso. Due ragazzi americani, hanno avuto un’altra idea. Finita la proiezione si sono guardati negli occhi e si son detti “Dobbiamo rifarlo”. E per rifarlo intendevano “Rigirarlo”. Scena per scena. Un’operazione filologica mastodontica, se pensiamo che i due avevano poco più di 11 anni e una videocamera Betamax (che di li a poco si sarebbe miseramente estinto come formato). Gus Van Sant ha rigirato Psycho di A.Hitchock aggiungendo come unico cambiamento il colore della pellicola e qualche taglio in più nella famosa scena della doccia. Ma lui aveva soldi e attori del calibro di Viggo Mortensen. I tre ragazzini, per la precisione Chris Strompolos, Eric Zala and Jayson Lamb, avevano dalla loro solo un grande entusiasmo e una memoria di ferro. L’idea di girare l’adattamento venne ai tre nel 1982, un anno dopo l’uscita del film Raiders of the lost ark. All’epoca l’homevideo non era rapido come ai nostri tempi e i tre potevano vedere il film solo al cinema. Dopo una scorpacciata di immagini, Eric Zala, che da grande voleva fare il fumettista, si mise a disegnare ogni singola scena del film e dopo poco aveva pronto uno story board di quasi 600 inquadrature. Quello sarebbe stato la loro mappa per produrre il film. Per girare il loro capolavoro ci sono voluti quattordici lunghi anni. Si avete capito bene. Quattordici anni. Avendo a disposizione solo le pause estive la troupe veniva sciolta alla fine di agosto per essere ricomposta l’anno dopo. Questo ha causato non pochi problemi. In primis il fattore “adolescenza”. Il film non è stato girato cronologicamente e questo fa si che in molte scene si noti chiaramente il cambio di voce dell’attore (sapete quando nella tempesta ormonale i dodicenni alternano voci bianche a cavernicoli rutti?) o la presenza di una barba posticcia.
Il resto è storia: la prima presso l’Alamo Drafthouse Cinema di Austin, correva l’anno 2003, era piena fino all’ultimo posto. Si racconta che a scoprire la pellicola fu Eli Roth e che Spielberg finita la visione del film non abbia potuto trattenere uno sconsiderato entusiasmo. Stando a Wikipedia, Scott Rudin e la Paramaount pictures avrebbero acquistato i diritti sulla storia dei ragazzi per realizzarne un film.
Se siete curiosi (e spigliati con google) il film si trova abbastanza facilmente, intanto qui sotto potete dare un’occhiata ai primi 10 minuti. Buona visione.