Facebook Suicide


“Dunque vi siete suicidati da oramai 4 giorni giusto?” “Giusto”. Appuntai sul mio taccuino la risposta, malgrado fosse una sola parola di 6 lettere. Come al solito scrivevo male, come i medici, avevo sviluppato una calligrafia del tutto incomprensibile. “Siete contenti della vostra decisione?” “Si”. Voglia di parlare saltami addosso. Come diavolo lo scrivo un articolo di 2000 caratteri. Se andiamo avanti così al massimo scrivo un’ANSA. “Quando è stato il primo momento in cui avete pensato a un gesto così estremo?” “Circa un anno fa. Eravamo al mare. Abbiamo incontrato dei nostri amici, è nata una lite furibonda. La mia ragazza ha riconosciuto una ex con cui mi sentivo. Da li ha cominciato a diventare paranoica. Mi chiedeva in continuo di lei. Abbiamo cominciato ad essere infelici. Così ho pensato che la cosa migliore da fare fosse il suicidio.” “Mi sembra giusto”. Cosa ho mangiato ieri? Tonno e capperi. Ecco perchè non riesco a deglutire. Quei capperi erano dannatamente salati. Cristo quanto vorrei un bicchiere d’acqua con ghiaccio. Giacomo, sei un cazzo di giornalista, per favore concentrazione. “Cosa si prova a suicidarsi?” Forse se mi sbrigo e faccio piano riesco a sgattaiolare in cucina. In fondo un’intervista telefonica ha i suoi vantaggi. “Beh, è strano. Voglio dire, un giorno sei li in mezzo ai tuoi amici, il giorno dopo non ci sei più. Sei solo. Solo con te stesso. All’inizio hai paura, poi ti ci abitui. E’ un po’ come tornare alle origini. Si è soli. Improvvisamente ti sembra di sentire meglio quello che succede nella tua testa fino a quel momento completamente offuscata dal rumore di fondo. Credo che suicidarsi sia come…” Veloce e indolore, ora va meglio. Che ha detto? Cazzo lo sapevo mi sono perso l’unica cosa sensata dell’intervista. E adesso che faccio? Richiedo? Ma si che mi frega. Però potrebbe incazzarsi. Io mi incazzerei. Cazzo mi chiami dopo un suicidio e neanche mi ascolti. Vaffanculo. Sono prorprio uno stronzo. Cosa ci voleva ad aspettare 5 minuti. Idiota. “Beh d’altra parte è così”. Silenzio dall’altra parte. Merda, sta a vedere che stavolta non funziona. “Ehm.” Merda. “In che senso è così…scusi non ho capito cosa intende.” Merda. Sono fottuto. Poteva funzionare alle medie un trucchetto del genere. Ma dopo 10 anni di carriera giornalistica te lo potevi proprio risparmiare. Ora sei nella merda. Non farai il pezzo. Il tuo capo ti manderà affanculo è tu sarai fottuto. Ottimo lavoro Giacomo, mi congratulo. “Ehm…Volevo dire…che…” Non pensarci neanche per un secondo. Niente finte interferenze con la bocca lo hai già fatto una volta. Non è stato un bel momento per il giornalismo, quindi evita. Piuttosto digli la verità. “Beh vede io…la penso così.” Che diavolo stai facendo? Porti avanti un punto di vista inesistente e per di più con la spocchia di chi ne sa una più del diavolo? Perfetto. “Mi scusi continuo a non capire cosa c’entra con quello che ho appena detto” Fottuto. Lo stronzo usa solo pronomi. Pezzo di merda. Lo fa apposta. Lo sa che non so nulla e non mi da nessun appiglio per rispondere. Lo odio. Oh al diavolo. “Beh ecco volevo dire, che purtroppo c’è stato un…bzzz..” “C’è stato un bzz?” “Bzz Bzz..” “Si sente bene?” “Non si sente molto bene vero?” “No intendevo: si sente bene, Lei?” “Io benissimo grazie” “Non mi stava ascoltando…” “Scusi?” “Non mi stava ascoltando. La smetta di fingere. Pensavo che voi giornalisti foste almeno bravi a fingere. Deve essere veramente l’ultimo della fila.” “Guardi che stavo ascoltando.” “Si certo. Io le parlo di un suicidio e lei pensa ai fatti suoi. Molto professionale complimenti. Beh sa che c’è l’intervista se la può anche scordare…” “No aspetti..mi serv…voglio dire, è importante…sono molto interessato io…pronto?” Stronzo. Stronzo. Stronzo. Merda. Sono fottuto. Odio quel maledetto Facebook, cosa mene frega a me se qualcuno vuole uscirne.

 

Giacomo Cannelli

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *