Il manuale del giovane bamboccione


La vita del bamboccione, definizione inventata, dall’oramai scomparso, Padoa Schioppa, non è facile. Vivere tutti i giorni a contatto con i proprio genitori è un qualcosa di malato, si permettetemi di dirlo, malato. Si mantiene troppo a lungo un legame che naturalmente dovrebbe durare molto meno. Questo fa si che alcune dinamiche infantili rimangano e vengano applicate anche a una età in cui non dovrebbero. In pratica si resta ragazzini ad libitum. 15enni nel particolare, quella fase in cui i genitori sono solo degli stronzi e non capiscono un cazzo di quello che sto passando. Ci sono poi, una serie di problemi pratici della convivenza forzata con i genitori. I rapporti interpersonali. Vivere a casa fa si che ogni nostro amico, invitato a casa verrà preso di mira dai vostri genitori. Immediatamente scatterà “La legge dell’altro figlio”, così come l’ho definita. Ogni figlio di altre persone se all’interno di un’altra famiglia diventerà immediatamente il miglior figlio che vostra madre avrebbe voluto avere. “Hai visto come è carino il tuo amico” dirà vostra madre. E voi. “Grazie al cazzo, è a casa di altre persone, guardalo a casa sua”. Ma questo non servirà in nessun modo ad aggiustare il giudizio di vostra madre. Naturalmente questa legge è commutativa, quindi una volta che voi sarete nella situazione del vostro amico, lui vi odierà allo stesso modo e sua madre vi amerà in maniera esagerata. Ma i rapporti intepersonali non si fermano ai soli amici. Vi sono poi i rapporti sentimentali di ben più difficile gestione se avvengono all’interno del nucleo familiare. Altro elemento di disturbo ulteriore potrebbe essere la presenza di un’altra madre. Una nonna. Questo rende il quadro ancora più complicato. Di base raddoppia ogni vostra spiegazione per due. Mi spiego meglio. In una discussione tipo a 3. 2 persone ascoltano e una spiega. In una discussione con due madri. Una persona parla e le altre due hanno da ridire. Ogni vostro concetto dovrà essere spiegato due volte e ogni vostro concetto sarà confutato, in modi diversi, almeno due volte. Ma torniamo al rapporto sentimentale. Una madre o un genitore (ma a questo punto avrete capito che io, nella fattispecie, vivevo con due madri) riesce, a difficoltà, a capire le situazioni e in qualche modo a cedere un po di spazio alla vostra privacy, scomparendo al mometo opportuno. Una nonna, non ha gli strumenti necessari per compiere un ragionamento del genere. Anzi, gli sembra del tutto normale invadere la vostra privacy di continuo, perdipiù usando termini di conversazione aracaici tipo “ma allora ce l’hai la ragazzetta?”, in qualche caso specificandosi il tipo di “ragazzetta” che dovreste trovare, una maestra di scuola elementare ad esempio. Lo spiegare che non siamo più nel dopo guerra, non avrà alcun risultato utile, quindi evitate. Qualche volta potrà capitare di portare la vostra dolce metà nella vostra casa e nei casi più fortunati nel vostro letto. Bene. Per prima cosa, prima ancora di controllare se la vostra camera è in ordine, sbarrate porte e finestre. E’ fondamentale che tutte le uscite e le entrate siano controllate a vista. Mentre vostra madre tenterà al massimo un timido avvicinamento alla porta, seguito a volte, da un sussurato vostro nome, la nonna tenterà un attacco frontale. Il suo atteggiamento fintamente ingenuo la porterà ad avvicinarsi come un ninja alla porta della vostra camera e a tentare un irruzione non prevista. Prima chiamerà il vostro nome come se non sapesse che vi trovate all’interno della vostra stanza. “G.? Sei li dentro” o al diavolo, tanto lo sapete di chi sto parlando. “Giacomo sei li dentro? Ci sei?” Seguono un’altra serie di domande tautologiche e senza risposta. “Stai dormendo? Mi hai chiamato? Hai portato giù il cane? Io scendo a prendere il latte! Le hai le chiavi di casa?”. Vi risparmio il resto per la vostra sanità mentale. A questo punto comincerà l’attacco vero e proprio. Quello fisico. Da una timida bussata, si passerà a un più continuo martellamento della porta. Alcune pause vi faranno credere che sia tutto finito, ma tornerà più forte di prima. A un certo punto potrete chiaramente vedere alcuni pezzi di intonaco cadere dai margini della porta. E’ ora di prendere una decisione. Aspettare non porterà a nulla. Entrerà comunque, e nessuno, dico nessuno vorrebbe mai trovarsi nudo, insieme a una donna nel letto di fronte alla propria nonna. Nessuno. Dopo aver tentato alcune urla di avvertimento, passate del tutto inosservate, bisogna passare a qualche cosa di più utile alla causa. La libreria potrebbe andare a bene a meno che non sia una billy di ikea, in quel caso una nonna in stato fisico appena decente, sarebbe in grado di scardinarla in pochi secondi. Una sedia, se sapientemente incastrata potrebbe fermarla. In ultima analisi anche lo spostamento del vecchio pianoforte sul quale strimpellavate Per Elisa potrebbe venirci in soccorso. Purtroppo è incastrato. La polvere si è come solidificata, diventando più dura della roccia. C’è poco tempo per agire. Visto che l’ammasso di oggetti pesanti di fronte alla porta non sembra avere successo (soprattutto se la porta si apre nell’altra direzione) bisogna prendere in considerazione il piano b : Evacuazione. Raccogliete rapidamente i vostri vestiti e quelli della vostra compagna. Ditegli di vestirsi senza fiatare. Lei blatererà qualcosa tipo “ma i tuoi non dovevano essere fuori il week end?” Voi le direte che si è vero, ma in questo momento erano di fronte a un problema molto più grosso dei “tuoi”. Il vostro tono serio, con frasi pronunciate a dovere, dovrebbe convincerla della gravità della situazione. Aprite di nuovo la serranda, serrata a dovere in precedenza. Se siete forniti di terrazzo questa operazione, sarà molto più semplice e molto meno rischiosa per la vita della vostra compagna. Naturalmente se il vostro rapporto è sulla via del tramonto, questo particolare non vi interesserà. Calate la vostra ragazza fuori dal terrazzo. Nel frattempo parlate ad alta voce a vostra nonnna, per tenerla occupata e soprattutto per evitare che cerchi in qualche modo di avvicinarsi alla vostra finestra. A questo punto avvicinatevi lentamente alla porta, tenendo i vostri occhi sulla vostra ragazza. Nell’istante in cui state per aprire date un segnale di avvertimento. “GO”. Ora viene la parte più delicata. Una volta aperta la porta avrete poco tempo per pensare. Pochi secondi. In un istante lanciatevi al collo di vostra nonna, dicendo una serie di frasi affettuose che potrete tranquillamente trovare nel vostro dizionario, nel caso ne siate sprovvisti. Stringete più che potete. Nel frattempo la vostra ragazza sgattaiolerà libera da occhi indiscreti alle spalle di vostra nonna. Il gioco è fatto. La vostra psiche è salva, almeno fino a quando non vi verrà in mente un sabato mattina, di scrivere un manuale per risolvere situazioni del genere. Passo e chiudo.

 

Giacomo Cannelli

 

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